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versi satirici 393

III


PER «LA CREAZIONE DEL MONDO»

Poema di Gaspare Murtola.


     In principio il Fattor disse e fu fatto,
e nacquer gli elementi oltre ogni stima,
e fu distinto il ciel di clima in clima,
la luna e il sol comparvero in un tratto.
     Or si trova in Turino un certo matto,
che, de la Creazion cantando in rima,
torna ogni cosa a quell’esser di prima,
e quel che Dio creò, quest’ha disfatto.
     Mi meraviglio che l’Inquisizione
non procuri di fargli un scherzo brutto,
perché non faccia maggior confusione.
     Il Creator di nulla fece il tutto,
costui del tutto un nulla; e, in conclusione,
l’un fece il mondo e l’altro l’ha distrutto.


IV


IL MURTOLA A PASSEGGIO


     Soletto e sequestrato da le genti,
di gravosi pensieri onusto e carco,
l’altra mattina il Murtola sul Barco
gía poetando, a tardi passi e lenti;
     e, con certi atti e certi svenimenti,
e con un ceffo acconcio a far San Marco,
stringea le labra e torcea gli occhi in arco
da spiritare il cielo e gli elementi.
     Io, che osservavo le scempiezze sue,
gli tenni dietro, e ritrovai stampate
l’orme sopra l’arena a due a due.
     Onde a cose sí nuove e disusate
trasecolai, e non credea che un bue
potesse far umane le pedate.