Pagina:Martinetti - Saggi e discorsi, 1926.djvu/152

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tico che gli oppose, nei primi tempi, questa obbiezione, Hegel rispose con la derisione e lo scherno: cioè in realtà non rispose perchè non poteva rispondere.

Fra ciò che non può entrare in questo ordine razionale, che è l’ordine assoluto, vi è anche qualche cosa che è essenziale per il pensiero hegeliano, lo stesso divenire storico. Lo svolgimento dello spirito nella realtà, come Hegel lo pensa, non è nel suo aspetto essenziale uno svolgimento nel tempo; è un processo di generazione eterna, in cui tutto è simultaneamente presente ed ugualmente perfetto. Ed è una generazione dialettica, logica: vale a dire avviene per un passaggio logico da concetto a concetto. Ora per quanto Hegel si sforzi di mettere in evidenza il carattere dialettico dello svolgimento dello spirito, è pure innegabile che questo processo è, almeno nella natura e nella storia, anche un divenire nel tempo. Abbiamo quindi la sovrapposizione di due processi che si intrecciano e si confondono in un processo unico pieno di contraddizioni: il processo dialettico, che spiega la concatenazione degli esseri come una serie di relazioni logiche; il processo temporale che è un processo causale e che la scienza positiva determina con tutt’altri metodi e tutt’ altri risultati. E non vi è nemmeno la possibilità di accordare le due serie considerando la serie temporale come l’aspetto fenomenico dell’altra: anche la successione temporale deve avere carattere assoluto e deve ridursi al processo dialettico. Prendiamo, p. es., la storia geologica della terra: essa è per Hegel un processo dialettico di momenti (il momento granitico, calcareo, ecc.); la spiegazione scientifica, causale che ne dà la geologia è per lui senza valore.

Questo è ciò che ha condotto Hegel a quell’atteggiamento sprezzante verso la ricerca scientifica, che si è perpetuato nella sua scuola. Egli respinge come irrilevanti i tentativi d’una cosmogonia naturale, iniziati da Kant nel 1755 con la sua Storia del cielo, respinge la teoria dell’evoluzione naturale degli organismi, considera con disdegno i primi tentativi d’una geologia scientifica. E lo stesso contrasto si perpetua anche nella storia umana, che non è per Hegel successione causale di fatti, ma processo dialettico. A che cosa conduca la concezione dialettica della storia, lo vediamo già in Hegel con le sue costruzioni fantastiche della storia e della storia filosofica e religiosa: e conti-