Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/117

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

di fr. di g. martini. 97


(F) Codice membranaceo del secolo decimoquinto, per carattere, quantità e qualità dei disegni similissimo al codice Saluzziano sopra notato (A), col quale fu comparato dal colonnello Omodei, che attribuiva l’uno e l’altro a Leonardo. Trovasi ora in Milano presso il libraio Tosi.

(G) Codice cartaceo in foglio, anepigrafo e con qualche mancanza: è scritto in colonna da amanuense, di carattere cancelleresco, circa il fine del decimosesto secolo, e numera 82 foglietti. I disegni sono a penna e seccamente copiati. La dizione è talora variata, e l’ortografia ridotta all’uso italiano del tempo, tolti gl’idiotismi sanesi. Appartenne al principale autore della difesa di Torino nel 1706, Antonio Bertola, il quale segnò sul primo foglio l’anno 1669 che era il vigesimosecondo dell’età sua; ora questo codice fa parte della biblioteca Saluzziana.

(H) Codice nella Magliabechiana di Firenze, segnato n.o 2, classe XVIII, palco V, anonimo, cartaceo, con titolo Disegni e macchine diverse, senza testo alcuno; contiene copia di pressochè tutti i disegni che Francesco di Giorgio consegnò nel codice membranaceo (A), concernenti mulini d’ogni specie e quasi tutte le macchine contenute nei libri V, VI ed VIII; vi sono frammisti altri disegni di macchine, quelli però tolti dall’autor nostro costituiscono quasi tre delle quattro parti di detta raccolta.

(K) Codice della biblioteca Saluzziana, copiato in Firenze nell’anno 1833 dal sopraddetto codice Magliabechiano (H), e quindi col titolo stesso.

(I) Codice n.o 590 nella libreria del convento di S. Emmerano in Ratisbona, contenente «Un trattato italiano assai vecchio d’architettura, nel quale si principia dalla militare, indi si viene al modo di fondar città e castella, e tempi, e case, e giardini» (1). Dubitò il Mazzuchelli che potesse essere una copia italiana del trattato di architettura di Antonio Averlino (Filarete) (2): ma l’inganno suo nacque dal non aver avuti a mano nè i costui codici, nè quelli di Francesco, giacchè l’essere un trattato antico, italiano, ed avere la partizione data dal Maffei, sono cose che non possono convenire che al trattato I del nostro autore.

Di codesto codice I aveva conoscenza Vannoccio Biringuccio (3).


13
  1. Maffei, Osservazioni letterarie, vol. II, pag. 195.
  2. Scrittori d’Italia, vol. I, parte II. 1247.
  3. Vedasi l’ultima nota al capo 8 del libro IV di Francecso di Giorgio, ed un’altra nella Memoria V sulle Mine all’anno 1503.