Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/127

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di fr. di g. martini. 107

r.o) fu dalla stampa del Lipsio riprodotto dal Marin (1), e quello al f.o 10 v.o fu, pure dal Lipsio, dato recentemente dal sig. Dufour (2).

(C) Una terza copia se ne conserva in Torino nella biblioteca Saluzziana, ed è tratta dal codice Regio torinese.

VI. (A) Trattato di Architettura civile e militare. Codice cartaceo autografo anepigrafo esistente nella libreria comunale di Siena, e contenente il trattato II (come ho detto al n.o II) in settantatre fogli, de’ quali il 58 v.o, 71 v.o e 72 intiero sono bianchi. Che sia scritto di mano di Francesco di Giorgio è fatto sicuro dal paragone di altre scritture. Comprollo l’abate Ciaccheri per la libreria di Siena, ove tuttora si custodisce. A quali persone avesse prima appartenuto è ignoto, non essendovene lungo lo scritto indizio alcuno, se non che di quattro frasi in altrettanti luoghi, in lingua e caratteri rabbinici che sanno di nulla e nulla c’insegnano, come pure a case fuvvi inserita in principio una brevissima cronichetta di fatti accaduti in Toscana dal 1251 al 1363 tutti notissimi, e scritta da un uomo di Siena in suo dialetto. In fine al codice vi sono tre postille concernenti la persona del nostro autore, la prima delle quali segnata collo scritto Bibliothecae S. Salvatoris Bononiae riconoscesi del celebre abate Trombelli, la terza è del sanese bibliotecario Ciaccheri, ed amendue dicono essere questo libro opera di Cecco di Giorgio, mentrechè la postilla seconda che è di mano di monsignor Bottari il nega, come già avevalo altrove negato in istampa (3), partendo dalla premessa che essendo il nostro Francesco autore del palazzo d’Urbino, non avrebbe al certo tralasciato di farne menzione nel suo trattato; ma di ciò non essendovene anzi pur parola, conchiude essere argomento inconcusso per aggiudicare a tutt’altri che a Francesco la manoscritta opera: il qual sillogismo ed è difettoso in sè, ed insussistente dopo che nella vita dell’autore ho dimostrato che quel pa-

  1. Historia de la milicia Española. Madrid 1776, vol. I, cap. III.
  2. Mémoire sur l’artillerie des anciens et sur celle du moyen age, par G. H. Dufour. Ginevra 1840, pag. 92, fig. 16.
  3. Nella edizione del Vasari ch’egli procurò in Roma, in una nota ch’esser doveva in calce alla vita di Francesco di Giorgio, e trascorse per isbaglio in quella di Benozzo Gozzoli. Inavvertenza alla quale non sempre si è badato nelle posteriori edizioni.

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