Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/140

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120 catalogo de’ codici

scrive il camino di Baia con «quattro colonne, che formavano un quadro con un architrave sopra a tutte le faccie che sosteneva una piramide molto bene ornata di stucchi» ec. Io so che i vari autori, i quali nelle lettere sanesi concorsero a scrivere di Francesco di Giorgio, dissero che i codici posseduti già dal Barbaro e dallo Scamozzi erano copie di quel di Siena: ma se essi si debbono scusare perchè allora altro codice autografo non si conosceva fuorchè il sanese, ora possiam dire che s’ingannarono, perchè nel sanese non vi sono che le sole piante dei camini, mentrechè nel Magliabechiano ve ne sono gli alzati, e di questi è la descrizione dello Scamozzi, e di questi sono le figure presso il Barbaro, prova incontrastabile che dal codice di Firenze provenivano le loro copie.

(D) L’ultimo de’ manoscritti ch’io conosca è quello della biblioteca Saluzziana copiato nel 1831, e comparato nel 1839 coll’autografo, nel qual anno per benigna degnazione di S. A. I. R. il Granduca di Toscana si ottenne di averlo per qualche tempo in Torino, e da questo codice studiosamente collazionato fu tratta la presente edizione.

VIII. (A) Codice di macchine e fortificazioni.

Autografo nella Magliabechiana, ove fa parte dello slesso volume del testo ora esaminato, e segue la stessa numerazione (dopo la versione di Vitruvio) dal f.o 193 recto al f.o 244 verso, incluso. E’ cartaceo, ed i fogli hanno lo stesso formato e lo stesso marchio della scala in ovale sormontata dalla stella, tolti i fogli 226, 27 e 228, 29 segnati colla bilancia nel cerchio. Al foglio 245 cominciano le piante di un edificio civile, e quel foglio col seguente sono marchiati coll’aquila coronata, con ali spiegate e sormontata dalla croce di S. Andrea: il terzo foglio (249,50) ha di nuovo la scala e la stella, e così pure il quarto. Seguono tre fogli lasciati in bianco. Quell’edificio civile è l’Università di Siena, per la quale fecersi progetti all’anno 1492, ed io ne parlai al capo VI della vita dell’autore; che poi questi disegni siano di sua mano, lo manifesta, oltre lo stile tutto suo, anche la circostanza di trovarsi in seguito ad altri disegni certamente suoi, e su fogli della stessa grandezza, qualità e marchio.

I disegni contenuti nel codice rappresentano modi di spezzar le in-