Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/112

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— Come un Fiorentino, caro Marchese, soggiunse il Conte.

— Tanto meglio, ripigliò Rionero, potrò allora in italiano significargli molto meglio la profonda riconoscenza che gli professo, per essersi dato il fastidio di onorarmi fin qui.

Oliviero Blackman non rispose.

Era questi un singoiar personaggio..... Tenuto era in concetto di uomo ricchissimo, ed all’osservare le sue vesti tutt’altro addimostravasi che agiata persona; di fattezze sconce e deformi, niente altro ispirava il suo volto che superbia e cinismo. Di leggieri notavasi nelle ampie rughe della sua fronte straordinaria potenza d’intelletto, e nell’arco delle sue spalle antica consuetudine di studi severi e penosi; ma l’egoismo, o per meglio dire, un invincibile disprezzo degli uomini era espresso nell’obbliquo suo sguardo, venduto più selvaggio da una deviazione della pupilla. Parea che molto addentro sentisse la superioriorità che davagli la sua scienza; parco di parole a segno che restava qualche volta le ore intere in compagnia di altra gente, senza fare udire il suono della sua voce; e a tal proposito dicea che la più bella lingua del mondo è l’inglese, come la sola che è formata quasi tutta di parole radicali monosillabe, ed è la più concisa e filosofica.

11 marchese Rionero introdusse i suoi ospiti in un salotto di compagnia, nel quale erano già raccole varie altre persone. Presso un tavolino da giuoco erano seduti il cavalier Amedeo e un giovine biondo e fragile, suo amico, per