Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/124

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se comprarmi non potrò un raggio di amore? Che mi vai la potenza che ho di torre alla morte migliaia di esistenze, se neppur una di queste potrò far mia?

«Che mi vai di aver veduto chine a’ miei ginocchi altezze sociali per ottenere un quarto d’ora del mio tempo, se non mai ha tra le mie braccia potrò stringere una sposa che mi ami? Infame Interprete della natura, degno trovato dell’umana miseria, specchio esecrato, va, ti maledico come ho già maledetto il genere umano e la natura».

Blackman si allontanò, e si ripose a passeggiare nella sua camera... Dopo alquanti minuti, si gittò di bel nuovo sul sofà, e ricominciò il suo scompigliato soliloquio che fedelmente riportiamo a’ nostri lettori:

«Tra un mese restituir potrei la luce degli occhi a Beatrice, ma fremo in pensarvi!! In quel di che per la prima volta mi vedrebbe un grido d’orrore sarebbe l’espressione di quella invincibil repulsione che io le ispirerei per sempre!... No... no... Beeatrice rimarrà cieca... illuderò il genitore con false speranze, prenderò tempo per restar qui, sotto il tetto ove riposa questa incomparabil creatura.... Mi farò amar da lei... sì... mi farò amare, a forza d’amore... Ma, ora che ci penso, non è ella fidanzata? Oh! per questo mi do ben poco pensiero: conosco pur troppo cotesto cav. Amedeo, ed una mia parola il farebbe forse sparir di qui... Credo per altro non aver bisogno di pronunziar questa pa-