Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/191

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finchè non ebbe strappato al marchese una promessa di matrimonio. Dissimulazione, ipocrisia, astuzie, tutto fu posto in opera per sedurre l’animo del padre di Beatrice; ma non giunse pero ad ingannar l’anima di costei, nella quale, come in limpido cristallo, venivano a riflettersi i vizi di lui e la mal celata ambizione.

Questi pochi cenni bastano per giudicar di quest’uomo, e per comprendere da quanta rabbia dovette essere divorato allorchè udì l’aborrito Inglese parlare a Rionero come un figlio parla a suo padre.

— Scusate, o signori, se disturbo così amabili intrinsechezze, disse ironicamente il cav. Amedeo; veggo di essere un quarto non invitato.

— Ma che giunge opportuno, osservò Gaetano con ghigno beffardo.

— Amedeo gittò sul medico uno sguardo feroce.

— Sig. cavaliere, in verità non vi aspettavo quest’oggi, disse il marchese, tanto che vi avea scritto una lunga lettera, il cui tenore essendo ingrato per voi, dolmi che ora leggerla dobbiate in mia presenza. Ma l’uomo è nelle mani di Dio, e la volontà umana è sottoposta alle leggi della Provvidenza cui dobbiamo tutti rassegnarci e adorare! Grandi novità abbiamo in famiglia... Saprete il tutto dalla lettera.

— Ho saputo più di quel che volea, rispose fremendo il cavaliere; indovino queste leggi della Provvidenza di cui parlate... Dite be-