Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/215

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alla mente un pensiero tetro... infernale! Due altri colpi doveano servirgli a tentare l’uscita di quella tomba... e l’ultimo colpo dovea servirgli ad abbreviargli le torture d’una morte lenta e atroce.

Questo pensiero impertanto si andò perdendo nella immagine di Beatrice, la quale apparsagli come vinta dall’infame seduzione del cav. Amadeo... E questa idea pose nell’animo di Gaetano il desiderio ardentissimo della vita, imperocchè la sua morte avrebbe esaudito voti di quello scellerato... Ei richiamò tutta l’energia della sua volontà; si accinse freddamente a prendere una risoluzione qualunque.

Un’idea gli corse alla mente, ed il fece palpitare di speranza... si cacciò la mano nella tasca, ne cavò il taccuino, prese dal taccuino una carta... una cambiale... la ravvolse a bacchetta... l’accostò alla canna della pistola, e sparò.

La Provvidenza lo aveva favorito... La carta si accese... Una somma enorme era sacrificata, ma la sua vita era salva.

Gaetano capovolse la carta per farla meglio accendere, e in pari tempo altre carte estrasse dal taccuino per sovvenire alla prima quando si sarebbe consumata... Nella ebbrezza della speranza egli non si curò di gettar gli occhi sulla polizza che andava parimente perduta...

E si pose a guardare con avidità all’intorno di sè...

Dapprima nulla vide, ma indi a poco si accorse che uno dei due cadaveri degli assassini