Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/40

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 40 —

schiudendosi che solo nelle ore in cui il padrone era in casa; al che egli era forzato per avere un tantino di luce.

E inconcepibile come la malnata passione dell’avarizia snaturi la ragione e la metta al di sotto dell’istinto brutale: è inconcepibile; ma pure è vero, che gli avari, non solamente del lor danaro e sostanze sono tiranni, ma sembrano voler portare economia, e negare a lor medesimi anche le due cose che Iddio dispensa ugualmente con profusione a tutto il genere umano, la luce e l’aria.

Notar Basileo avea terminato il suo pranzo: mezzo rotolo di pane, un grano di formaggio vecchio, due mele e un bicchier d’acqua; questo vitto, onde nutrirsi il più misero dei mendici, nutriva quell’uomo che contar poteva una fortuna di oltre a sessantamila ducati. In ciò vedi la mano della Provvidenza, che agguaglia mirabilmente gli uomini per via delle loro passioni, e che accanto alle immeritate ricchezze pone sempre una serpe morale che ne cadaverizza i frutti.

Il vecchio avaro aperto avea la seconda cassetta del suo cassettone, dopo aver dato uno sguardo intorno alla camera per istinto di circospezione, e, con mano tremante, cavato di là un cassettino di ferro, lo apriva, e si andava deliziando alla vista di tanti, rilucenti oggetti che in esso da molti anni riposavano. Un raddoppiamento di tenerezza, un misterioso sentimento di maggior simpatia gli richiamava