Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/66

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Albina con esemplare riserbatezza, mettendo nelle sue parole tanta scrupolosa attenzione, che agli occhi degli uomini più fini la sua passione per la fanciulla non avrebbe potuto giammai trapelare. Stcuro di sè medesimo ed intieramente affidato alla promessa fattagli da Albina, il giovane diplomatico napolitano mostravasi non altro che amico della famiglia Saintanges.

La tristezza intanto di Albina, per niente scemata, non ricevea leggiera diversione che in compagnia del marchese Rionero, il quale, pel nobile e contegnoso silenzio imposto all’ardente amore che il divorava, era giunto ad ispirarle tanta fraterna amorevolezza che a quando a quando, per vezzo di confidenza o per islancio spontaneo di un cuor giovane ardente del pari comechè tristo, ella piacevasi a dargli del tu, e a tener seco lui le conversazioni più cordiali ed intrinseche. Nessuna parola scambiavasi tra loro, non direm già diretta, ma neanche allusiva al sentimento provato da Rionero.

Intanto, la vecchia baronessa era divenuta l’amica del marchese, sì perchè questi era dello stessissimo parere di lei rispetto a opinioni politiche, e sì perchè l’amicizia di un gentiluomo, di bella persona di avito illustre lignaggio, non potea che lusingare la sua vanità femminile. E questo attaccamento di lei verso il giovin marchese non si limitava a fargli buon viso ogni qual volta il trovava ne’ suoi