Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/78

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giatezza che non mai avrebbe potuto sperare. Tiriamo un velo su le sorgenti di questo suo peculio; e diciamo soltanto che i suoi vizi non erano però scemati, chè anzi, per la facilità di poterli soddisfare, vie più accresciuti si erano e con maggiore intensità.

Nunzio in età di oltre trentasei anni diventò marito, e, poco tempo appresso, padre di un figliuolo, e, molto più tardi, d’una bambina, Già presso a toccare il confine della giovinezza, cominciando il denaro ad assottigliarsi considerabilmente, gli fu necessità di attutare alquanto le sue tristi passioni, ma non tanto che le malnate radici strappate ne fossero dal suo cuore. Il giuoco massimamente era per lui funesto bisogno, per cui tutto metteva in non cale, doveri di famiglia, amor di sposa e di figliuoli, rischiando sovra una carta il pane dei suoi bambini e della sua compagna. Non ostante i saggi consigli di sua moglie e di qualche vero amico, ei perdurava nel vizio con isfrenata libidine, a tal punto che guari non andò, e la miseria, inseparabil compagna degli ostinati giuocatori; venne di bel nuovo a bussare alla porta di Nunzio.

Vi fu un momento in cui questi, vinto dalla tenerezza pe’ suoi e spaventato dall’orrendo avvenire che loro avrebbe preparato, giurò in cuor suo di abbandonare la strada della perdizione in cui s’era disperatamente messo, e cercar nel lavoro un pane benedetto dal cielo. Ma la fama della sua scioperata condotta erasi nel paese divulgata, per essere sempre più pronte a span-