Pagina:Mastro-don Gesualdo (1890).djvu/217

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Bianca guardava timidamente ora lei ed ora il marito, rannicchiata in un cantuccio del canapè, colle braccia sul ventre e il fazzoletto di seta in testa, che s’era messo in fretta onde ricevere la zia. Aprì la bocca per rispondere qualche cosa, messa in soggezione da donna Mariannina, la quale continuava a sollecitarla:

— Eh? che ne dici? Adesso sono anche affari tuoi.

Bianca tornò a guardare il marito, e tacque imbarazzata. Ma egli la tolse d’impiccio.

— Io dico di no, — rispose semplicemente.

— Ah? ah? Dite così?...

Donna Mariannina rimase a bocca aperta lei pure un istante. Poscia divenne rossa come un gallo: — Ah! dite di no?... Scusatemi... Io non c’entro. Ero venuta a parlarne con mia nipote, perchè non vorrei liti e questioni fra parenti... Anche coi tuoi fratelli, Bianca... quel che non ho fatto per indurli... don Diego specialmente ch’è così ostinato!... Una disgrazia... un gastigo di Dio!

— Che volete farci? — rispose don Gesualdo. — Non tutti i negozi riescono bene. Anch’io, se avessi saputo... Non parlo per la moglie che ho presa, no! Non me ne pento!... Buona, interessata, ubbidiente... Glielo dico qui, in faccia a lei... Ma quanto al resto... lasciamo andare!

Mastro-don Gesualdo. 14