Pagina:Matilde Serao La moglie di un grand'uomo, 1919.djvu/19

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la moglie di un grand'uomo 11


la sorridente modestia con cui parla di sè stesso, la bonomia con cui accoglie i giovani principianti, quella velatura di disprezzo, con cui tratta gli avversari, la calma con cui affronta la discussione ed il subitaneo scoppio dell’idea, sono tutte cose che completano la sua grandezza. Egli ha la singolare potenza di dare un aspetto poetico anche ai nostri prosaici abiti moderni: il petto della camicia sembra nebuloso. I guanti hanno una tinta soave ed indefinibile, la stessa marsina acquista delle linee artistiche — viene la voglia di chiedere se quest’uomo pranzi, beva e dorma come il resto dell’umanità. Come deve essere sublime nel momento dell’ispirazione! E nell’amore! Essere la moglie di quest’uomo, portare il suo nome, possedere il suo cuore, dividere la sua gloria: ecco la felicità delle felicità.

Distacco alcune noterelle dal giornale della giovane sposa.

Viaggio bellissimo. Guglielmo a Roma mi ha parlato delle antichità romane, a Firenze delle repubbliche italiane, a Bologna dell’Università, dappertutto di arte e di estetica. In un viaggio di nozze!....