Pagina:Matini - In Mugello, Firenze, 1913.djvu/51

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il mugello 47


passa per faggete bellissime, in mezzo ad innumeri felci, e, ad ogni svoltata, presenta nuove e singolari vedute, fino alla casa del Giogo, che trovasi proprio sull’ultima cima.

A quell’altezza, in mezzo a quella quiete solenne, ci sembra, a primo aspetto, di trovarci isolati dal mondo, ma l’automobile postale che arriva, e i fili del telegrafo, ci fanno avvertiti che siamo anche quassù legati ad esso e alle sue... seccature! Da qui lo sguardo spazia ancora sublime. Si vedono presso le cime del monte Guerrino e del monte Guzzarro, dai prati superbi, poi le vallate del Reno e del Santerno, e le terre della forte Romagna e della grassa Bologna, e altrove le amene distese del basso e dell’alto Valdarno, della Verni a e l’orride roccie della valle del l’Inferno, e la poderosa schiena della Falterona, e i domi alti e verdi delle profumate abetine di Camaldoli, e di Vallombrosa... E si arriva finalmente a Firenzuola, chiusa nelle sue mura Firenzuola - Panorama. (Fot. G. Ungania) medioevali, nella valle del Santerno, presso al confine tosco romagnolo e scendiamo all’albergo «La Posta» per riposarci della lunga ma piacevolissima ascesa che segna la fine delle nostre escursioni in Mugello.

Molte cose dovrei dire ancora di questa terra felice, così varia di aspetti, così ricca di panorami e di quadri. Vaghi, ombrosi, solitari recessi ove sembra che l’anima riposi in un dolce sogno o in un delizioso sopore e dove lo spirito attinge maggior vigoria; imponenti strade, ampie e comode, che corrono, quali enormi serpenti, lungo la pianura ridente; poe-