Pagina:Meditazioni storiche.djvu/354

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l’Egizia; e (otte osarono sempre Qn da principio e molto tardi, le apoteosi; e quando i loro teologi, storici o filosofi cercarono le origini delle più antiche, essi furono a cercarle in Egitto; ondechè vedesi l’antichità occidentale tutt’intiera aver avuta tradizione che là erano quelle origini, là dunque le prime apoteosi, là sott’altri nomi gli nominidei adorati da essi. Questa fu la sapienza antica che Greci e Romani ivano a cercare in Egitto; poco monta che ve la trovassero o no; che que’segreti, que’misteri rivelati da’sacerdoti egiziani ad Erodoto e Platone, e taciuti da questi, fossero spiegazioni vere genealogiche, ovvero spiegazioni filosofiche retrograde; questo è anzi più probabile; è probabile che si sconvolgessero a quell’età filosofica quelle medesime tradizioni nazionali cbe noi ci sforziamo di restituire; noi non slamo Erodoti nè Platoni; ma, critici del secolo XIX, abbiamo fonti che non avevano essi. — E fra gli altri abbiamo in uno de’ libri biblici una descrizione, quasi una storia della idolatria egiziana. Il libro è qnello. della sapienza, attribuito da alcuni a salomone, ma da’migliori critici ai tempi Lagidi. E sia del tempo di salomone o de’ Lagidi, il libro è ad ogni modo di tempi ove gli Ebrei vissero in mezzo agli Egiziani e lor idolatria, ove avevano a vituperare e vituperavan più qnesta; ed a questa, del resto,si riferisce evidentemeute quella descrizione, molto più che non a ninna cananea, fenicia o babiloniese, che furono l’altre note agli Ebrei, l’altre perseguitatene’lor libri sacri. Il testo di che parlo, perseguitati appunto i culti, i politeismi sabei, ma quasi scusatili come minore empietà,1 si rivolge poi con crescente invettiva contro all’idolatria propriamente detta, contro all’adorazione degli uomini deificati, idolizzati;’ spiega od anzi narra, che all’età vicina al diluvio, all’età della vita abbreviata," gli affetti famigliari furono quelli che fecer fare le prime e rozze immagiui de’ cari perduti: un padre fecesi far quella d’un figliuolo estinto, e quantunque vedutolo estinguersi come

1 sap., XIII, 16.

» Ibidem, X1U, 7; XIV, 15.

• Ciò panni indicato ivi evidentemente nei versetti 614, ma principalmente nel 14, a cui tien dietro subito la narrazione.