Pagina:Memorandum sulla situazione politica in Italia.djvu/8

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Camera dei Deputati — 610 — Senato della Repubblica



ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti

E’ evidente che una ripresa della DC nella direzione e secondo le finalità sopra indicate deve tradursi in una serie di scelte politiche e di programma di governo.

Quest’ultimo soprattutto appare essenziale per i riflessi immediati che ha nella pubblica opinione la quale sembra in attesa di essere amministrata in modo almeno decente, con un minimo di coraggio e di responsabilità.

In nota a parte si è tentato di "raccogliere le idee" per un programma a breve termine e per un piano a tempi medi e lunghi, secondo le tre direttrici fondamentali delle politiche istituzionale, economica e sociale.

Qui basta dire che ogni operazione politica è destinata al successo se gli uomini che se ne assumono l’onere sono animati da buona fede ed ottengono credibilità.

E’ bene aggiungere, a mò di conclusione che se per raggiungere gli obiettivi fosse necessario inserirsi - qualora si disponesse dei fondi necessari pari a circa 10 miliardi - nell’attuale sistema di tesseramento della DC per acquistare il partito, occorrerebbe farlo senza esitare con gelido machiavellismo posto che "Parigi vale bene una Messa". Su altro versante, ma con altrettanta fermezza, si deve tenere presente che l’unità sindacale in atto è la peggiore nemica della democrazia sostanziale che si vuole restaurare.

Sotto questo profilo qualunque spesa per provocare la scissione e la rinascita di una libera confederazione sindacale che raggruppi gli autonomi appare indispensabile se non addirittura pregiudiziale. Anche un costo aggiuntivo da 5 a 10 miliardi sarebbe poca cosa di fronte al risultato cui si tende.








Note

Sequestrato a M. Grazia Gelli nel luglio del 1982.