Pagina:Memoria sullo scavo della via Appia (1851).djvu/8

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

serva di lui; e che per diritto ereditario divenuto poscia padrone del fratello gli donasse la libertà.

Num. XIV.

. . . . . . . . .

AVG . PR . . . . IAE . I . . .

AVG . PR . P . . . LIAE . PRAEF . A . .

XIIII . GEM . . . FVLGINATIVM . . . .

DILI . CVRVL . . ACHAIAE . TRIB . LAT-

IAS DII . DOM . . . . . . . .

TRI . . . . . . . . . . .

Bene è da dolersi, che così miseri siano gli avanzi di questo titolo onorario che ci metteva innanzi tutte le cariche sostenute da un’illustre personaggio assai probabilmente consolare. Alcune tuttavia appariscono nel seguente ristauro che in parte è sicuro.

Leg. avg . pro . Praet. Provinciae . Germaniae . inferioris.

Leg. avg . pr . pr. Prov. Lyciae et Pamphyliae . praef . Aem . Sat.

Leg. xiii . geminae . Curat . Reip . fvlginativm . Praet.

Aedili . cvrvli . Quaest . Prov . achaiae . trib . lat . lat. Leg....

La prima provincia, governata da costui, è affatto incerta, potendo essere egualmente la Pannonia e la Messia: ma se è vero, che la prima lettera della seconda riga nel secondo frammento sia un L non potrà ivi esser nominata se non che la Pamfilia, essendo questa l’unica delle provincie Cesaree, che abbia quella desinenza. Assai dubbioso è per me, che la quarta riga dello stesso frammento cominci con un E, che non potrebbe essere se non che l’avanzo del nome della provincia, di cui sarebbe stato Questore1. Ma in questo caso mancherebbe lo spazio per notarci l’ufficio del Vigintivirato da cui secondo il solito dovesse incominciare la sua carriera. Sospetto adunque, che sia piuttosto un F , ed allora il supplemento tutto piano sarebbe QVAEST . III. VIR . A . A . A . F . F . TRIB . Più importante sarebbe di fermare la lezione della riga susseguente, potendosi da questa avere un barlume per conoscere chi sia costui. Col tribunato laticlavio finiscono certamente le cariche, per cui dovrebbe venir dopo il nome di chi dedica il monumento, e ciò viene anche persuaso della sillaba susseguente .... TRI che è assai chiaramente una reliquia di PaTRI, o di FraTRI . Si aggiunge che quel DII non può ivi avere un senso ragionevole se non supponendo un nominativo plurale. Ma IASDII non è nome romano. Si è però notata una specie di lacuna fra IAS e DII. Si veda di grazia se sia lecito d’intercalarvi un I2, con che se ne avrebbe una terminazione assai comune nei gentilizi, e si potrebbe pensar ai Nasidii spettanti ad una casa ben conosciuta dagli scrittori, dalle medaglie, e dai monumenti. Per tal modo qui sarebbero mentovati i figli, che onorarono il padre , e queste due righe potrebbero supplirsi a modo di esempio.

L. Q. NASIDII . DOMiitianus et Saturus Salvianus

PaTRI . Optimo . Bene . Merenti . Fecerunt .


Resta l’Epitaffio metrico posto da un padre a due figli defonti, dei quali la femina, domandasi Pompea. I cultori della poesia latina potranno agevolmente ristaurarla; perchè in generale il senso s’intende bastantemente, e perchè non contiene se non querele comuni a tutti i genitori.

Num. XV.


hic . soror . et . frater . viv . . . . . . . a . par ntis
aetate . in . prima . saev . . . . . . . . . . . . . . . t
pompeia . his . tvmvlis . co . . . . . . . . . . . . . . ris
haeret , et . pveb . inmites . qve . . . . . . . . . dei
sex . pompeivs . sexti . praec . . a . . . . . . . . vstvs
qvem . tenvit . magn . . . . . . . . . . . . . . . . . . vs
infelix . genitor . gemina . . . . . . . . . . . . . . . . ctvs
a . natis . spenrans . qvId . . . . . . . . . . . . . . . os
amissvm . avxilivm . fvnctae . pos . . . . . . . . inatae
fvnditvs . vt . traherent . invida . . . . . . . . arem
qvanta . iacet . probitas . pieas . qvam . ver . . . vlta . est
mente . senes . aevo . sed . periere . . . . . . . . . i
qvis . non . flere , meos . casvs . possitq . dolore
. . . . . vrare . qveam . bis . datvs . ecce . rogis
si . svnt . dImanes . iam . nati , nvmen . habetis
per . vos . cv . . . voti . non . venit . ho . . . . mei

Ciò che ci è di particolare si rinchiude nel terzo distico. Tenendo conto non tanto delle lettere, che sono chiare, quanto di quelle di cui mi ha notato le vestigia, sembra non dubbio che nell’esametro si abbia da supplire SEX . POMPEIVS . SEXTI . PRAECo. Agnomine . IVSTVS., con che avremo l’intera nomenclatura, non che la professione di chi fece porre la lapide. Nel Vol. XX degli annali archeologici p. 245. ho ricordato un ampio colombaio scoperto nel secolo XV a mano sinistra di chi usciva dalla porta s. Sebastiano (Muratori. Inscr. p. 929) di un lato del quale ci ha dato il disegno Pier Sante Bartoli (AA. GG. Gronorii T. XII. sig. 39 ) e di cui trovo notate nelle mie schede aver parlato a luogo il Ligorio nel L. 15. p. 42 dei suoi manoscritti di Torino, che volendo si potrà confrontare colla copia che esiste nella biblioteca Vaticana. In questo colombaio furono sepolti i servi e i liberti di un Sesto Pompeo, che ho creduto il console suffetto nel 749, il che non toglie che ci siano stati ricevuti anche quelli dell’altro Sesto Pompeo suo figlio console ordinario nel 767, in cui si estinse la sua famiglia. Uno di questi liberti reputo che fosse anche il nostro Pompeo Giusto, ed appoggio la mia opinione al pentametro, nel quale mi pare di poter leggere QVEM . TENVIT . MAGNi. . . . . domVS, avendo già mostrato che quei due consoli provennero realmente in linea collaterale

  1. In seguito di più accurate ricerche si è riconosciuto avere la lettera E appartenuta al nome Acaia.
  2. Da apposita osservazione rilevasi non potersi interpolare questa lettera I.