Pagina:Memoriale di Paolo dello Mastro.djvu/39

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«In d° anno, a dì 9 di febbrara fu corso Lo palio de Judei. Canne tre de roscio, dall’arco di san Lorenzo in Lucina fino alla Piazza di san Marco, e fu di Lunedì1

«Nel med° anno a dì X febraro Paolo 2° fece correre un pallio, e fu una canna di velluto verde, una Barretta e un paro di calze alli Garzoni di 10 anni in giù; e lo d° palio fu corso da S. Marcello fino a Piazza di san Marco, e questi palij, lo primo haveva lo velluto, lo 2° la Berretta, lo 3° le calze.»

«Alli 15 dello d° mese, la Soa Santità fece fare un convito de magniare nobilissimo, che saria cosa incredibile a chi l’udisse raccontare, a cittadini tutti romani, al Senatore e a tutti li Forestieri ch’erano in Roma, e poi gittao grandissima quantità di danari, mangiato che fo.»

«A. dì 15 del d° mese di febbraio, di sabbato de carnevale, fo fatta la festa in Campituolio, come è usanza, e la domenica alli 16 di febbraio fo fatta la festa a Testaccio al solito.»

«A dì soprad.° fu corso un Palio di 4 canne di verde, da S. Jacomo d’Auste2 fino a san Marco, dall’asini.»

«A dì 18 del mese di Febraro, del martedì che fu lo Carnebale, fu corso l’altro Palio da San Jacomo dell’Austo fino a santo Marco, de 4 canne di Panno celeste, dalli Bufali.»

  1. Paolo II di senno altamente politico, comprese il suo tempo più che ogni altro de’ suoi antecessori. La fiera lotta fra il papato e la libertà, era ormai cessata, e il papato vittorioso inebriava il popolo con inusitati sollazzi, adottando l’antica formula: panem et circenses. Paolo II, ampliò, regolò il Carnevale, lo ridusse nella via (lata) principale di Roma, quasi sostituendolo alle feste antichissime popolari del monte Testaccio e della piazza Agonale. Nè è a credere che vi si sciupassero i nostri denari, che una provvida misura, adottata da Bonifacio IX fin dal 1399, obbligava gli Ebrei a sborsare ben 1330 fiorini d’oro all’anno per le feste di Testaccio e del Foro Agonale. Chi fosse vago d’avere notizie speciali sul modo con cui celebravansi queste feste e giuochi popolari, vegga il Moroni all’art. Carnevale. — Cancellieri, Il mercato, il lago dell’acqua vergine ed il palazzo Pamphiliano. — Bicci, Notizie della famiglia Boccapaduli, p. 589. = Platina, Vita di Paolo II.
        L’arco di S. Lorenzo in Lucina L’arco trionfale dell’Imperatore Marco Aurelio, fatto demolire da Alessandro VII, verso l’anno 1668, per ampliare la via del Corso.
        Cod. Cors. Infess. Mag.: Papa Paolo nel principio del suo ponteficato, per far cosa grata a’ romani venne ad habitare a S. Marco e ampliò la festa del carnevale, e fece che il lunedi avanti carnevale si corresse da giovani un pàlio. Il martedì corressero i Giudei. Il mercoldì i vecchi. Il giovedì se ne giva a Navona. Il venerdì stava in casa. Il sabbato alla caccia. La domenica si correvano tre pulii completi. Il lunedì correvano le bufale. Il martedì gli asini: e di queste cose se ne pigliava gran gusto.
  2. San Giacomo in Augusta, così denominato perchè in prossimità del Mausoleo d’Augusto.