Pagina:Memorie del Cagliostro in Roveredo.djvu/26

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car scuse alle imposture di lui. Ed ecco questa donna, ch’egli tiene, non è moglie di lui (era poi Romana, e chiamavasi Serafina), ma solamente compagna de suoi prestigi; che non va nei giorni di festa al divin sacrificio, affinchè i ladri non vengano, ed aprendo la casa, le rubino le magnifiche sue gioje. Ma nemmeno egli si presenta alla cena del Signore, perchè la sua mente non può riposarsi in lui per pensare alle cose, che sono di Dio, e dice di averne privilegio dal sommo Pontefice. Guai all’uomo, che non crede, o antepone le cose secolari alle celestiali! Ora poi mandò via un servitore, ch’egli teneva da quindeci anni, buono ed abile, perchè riceveva denaro da quelli, che venivano. Ma abbia fiducia, poichè in qualche luogo lo aspetterà, e lo riceverà presso di se. E tali cose si scagliavano dal volgo in modo di contumelie, e vi era gran divisione tra loro. Cagliostro poi, mosso dalla corrispondenza, andò da uno, che era creduto della setta de’ Franchi Muratori, per desinare, e con lui sua moglie; ed essendo egli, per verità, dei Corifei di quella Società, Maestro della scuola di quelli che si chiaman Illuminati, aveva alcuni aderenti a se, che volevano essere Prose-