Pagina:Memorie del Cagliostro in Roveredo.djvu/27

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liti, od anche sembrar di battere la medesima strada. Ecco poi un certo personaggio nobile e straniero, che domandava di essere iniziato, recandogli una somma di quasi trecento zecchini, e stava con lui e con un altro confratello, che era venuto fin dal mare, viaggiando giorno e notte. Cagliostro poi rispose, e disse a lui: se non vi avrà l’unione almeno di tre, nessuno può essere ricevuto in questa compagnia. Scrissero dunque ad un certo discepolo, che era anch’esso assai distante, perchè s’affrettasse a venire, e subito si pose in cammino. Ma essi pieni di zelo stavano vegliando, ed aspettandolo. E molti pensieri insorgevano ad occupare i loro petti, e consimili si ravvolgevano nella mente di coloro, che erano rimasti percossi nel tirso, e che piangevano i loro organi perduti sul monte Dindimo nella Frigia. Essendo poi venuto, preso in compagnia l’altro discepolo, accettò il Catecumeno, ed avendolo diligentemente istruito negli elementi della loro filosofia, lo iniziò ne’ misteri della libertà, e gli concesse di sedere in mezzo ai Fratelli, e di conoscere i segreti della comunione estesa dai deserti della Scizia fino ai fiumi dell’Etiopia. E fecero nella casa di Cagliostro una grandiosa cena, e si ada-