Pagina:Memorie del Cagliostro in Roveredo.djvu/39

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in altre città, acciocchè non vi sia luogo, ove la nostra carità non si manifesti ai figli di Adamo. Ed altre molte cose diceva, secondo l’intenzioni di suo marito. Il servo poi, che era stato discacciato, e vendeva cerotti si credeva, che fosse d’accordo col suo padrone in quella baratteria, e che portasse a lui il guadagno. Alcuni adunque di quelli che ciò aveano creduto si sdegnavano battendo i piedi per terra, perchè un figlio d’un cocchiere (imperocchè girava questa fama di Cagliostro, ed alcuni dicevano, che esercitasse l’arte di pittore, altri però millantavano nato da illustre ceppo, ed educato da’ Re nell’Arabia, ma tenuto sempre coperto) ci sedusse, ed ebbe la nostra speranza a disprezzo. E maravigliandosi tuttavia della sua celebrità di là dai monti, e dai mari rimotamente, molti rispondevano: se non fossero accadute in Parigi tante cose quante ne avvennero per una collana appena si sarebbe udito da noi il suo nome. La fama del suo squallido carcere, e dei ferrei ceppi diè motivo alla sua rinomanza.