Pagina:Memorie dell'ingegnere Giovanni Milani.djvu/37

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

- 37 -

[XXI. Non essere vero che la diramazione da Treviglio a Bergamo sia per riuscire impossibile all’uso delle macchine locomotive a vapore per soverchia ripidezza di pendenze].

67. Giace Bergamo sopra quello sperone delle Alpi che, postosi Ira l’Adda ed il Serio, cala verso la pianura di Pandino e di Crema. Questo sperone scende da Bergamo tutto all’intorno; verso il Serio e l’Adda ad est e ad ovest, verso Treviglio a sud, e tra quei limiti scende tanto rapidamente, che da Treviglio alla porta detta di san Bernardino di Bergamo si sale per ben 118 metri sopra una lunghezza di circa 19000. Quanto più si sale, tanto più la pendenza è forte, sicchè la maggiore è, da ogni lato, presso Bergamo.

68. Per questo, la diramazione di Treviglio ha nel primo tronco, verso Bergamo, una pendenza del 7 per mille, poi quella del 6 circa, infine del 4, del 3, del 2 per mille.

69. Fu replicatamente detto e stampato, che quella pendenza del 6 e del 7 per mille non può essere percorsa colle macchine locomotive a vapore, e che quindi la diramazione da Treviglio a Bergamo era una assoluta chimera, un braccio di strada che non si farà mai. 1

  1. Memoria sulla progettata strada di ferro da Bergamo a Monza in continuazione di quella da Monza a Milano. — Bergamo, dalla stamperia Crescini, 1838:
    (Pag. 5.) «I fatti, degni signori, parlano un linguaggio ben più convincente, che non è quello delle declamazioni. Paragonate questa strada da noi proposta all’ipotetico braccio di Treviglio, a questa fallace tavola, in cui si avrebbe voluto che noi riponessimo le nostre speranze, nel naufragio derivante alle preziose nostre commerciali e industriali istituzioni dalla esclusione della città nostra dalla linea ferrata lombardo-veneta; a questo braccio, che per le difficoltà insuperabili del livello, come fu ben dimostrato colle stampe, non potrebbe esser percorso colle locomotive ordinarie, e richiederebbe in alcuni tratti sforzi enormi e dispendiosissimi di motori, e forse anche l’uso dei cavalli».
    Altra Memoria, stampata in Bergamo nell’anno 1838 dallo stampatore Crescini, sotto il titolo: «Esame delle osservazioni soggiunte dagli Annali universali di Statistica alla Memoria pubblicata da un Comitato bergamasco intorno alla progettata strada a ruotaie di ferro nel Regno lombardo-veneto in rapporto ai bisogni della città e provincia di Bergamo». Titolo XI, pagina 14:
    E qui la cosa prende un carattere urtante in sommo grado, perché non si tratta di una questione speculativa, ma bensì di farsi stromento di ruina irreparabile a danno di coloro cui si procura di far acco-