Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/514

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98 monumenti geroglifici

come neppure a un terzo che s’elesse a protettore, in luogo della Dea Sate, il Dio Gom, dcbbono di ucccssiti apparlencre al quarto llamscs il ligliiiolo e successore tli Scsostri. L’ ingegnosa coiij^ cltuia die i carleUi del presente re Ramses, anziclie ad alciin altro del principi clie porlarono lo slesso noine, si debhano riconoscere siccoiue appai’leneiiti al figliuolo di Scsoslri, e suo successore, cougellura questa dal signor Champollion dedoila dal solo ragionauiento, vlene era messa fuor di ogiii ragiouevole dnbbio dalle sculture incise suUi stipili, e sull’ architi-ave della porfa di Icgno dell’ ipngeo Egizio, delia quale già abbiamo fatla menzionc. La pailc esterna di essa e coperta dalla solita Icggenda, e coi carlelli, il tutto colorato, del gran Ramses, il quale aU’epoca ch’ essa vennc incoininciata viveva tuttora. Morto esso in qiicslo fratlempo, e quando o non era totalmente finita, o non ancora messa in opera, nelle due parli laterali interne delli stipili, da xnia parte e dallallra furono scolpiti i cartelli del successore, la cui leqgciida dice: (tav. i. fig. 7.) lie del popolo obbedieitte Signor del iitondo (Re Sate approvato da Anione) figliuolo del Sule, sig?tor delle tre regioni (amuto da Anione Ramses) come Fi’c per scinpre.

Una somigliante statua leontocejala colossale, seduta, dell’altezza di due melri e dieci centesime, della stessa qualita di pietra Tehana nerlccia, e rappi-esenlante pure la Dea Tafnet, ci conduce a tempi aK{uanlo anteriori a quelli del re Ramses. I carlcUi rcali posli a canto di cotesta divinitu, ci fanno riconoscere un allio Earaone, il quale non meno del gran Sesoslri si distinse jjcr viriii politiche e guerriere, Amennfi, ottavo re della diciottesima dinastia, e secondo di tal nomc. L’Egiziano Sacerdote di Scbenito parlando di queslo re dice: he est cpd JShiiiiion piitabaliir pelru loquens; quesli e quel Memnone la di cui statua colossale fu cotanto rinomata a’ tempi de’Greci e de’Romani pel suoiio die si diceva tramandare al levare del sole. La leggenda (tav. 3. fig. 2.) dice cosi: Dio bencfico signor del mondo (signor per Fre e per Sute) amalo da Tafiiet tre -volte dominatrica dal mondo, wijicatov’