Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/538

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122 monumenti geroglifici

vcuiamo per essi ad imparare con cerlczza cjnale fosse il vero e proprio name di quel gran re dell’ Egilto, che il canonc chiama Mtf/slj, ed i Greci menzionarono. sotto noine di Mocris, jMjris. Esse ugiiahnente che sue figliuolo vennero chiamalt ThoiUlunosL Quanto al noma a hii dalo da’ Greci non era esso imaginario, poiche resto ad attestare alia posterila, la magnificenza delle opcre da esso ordinate nello scavo di quel lago die oonscrvo inlallo il nome di Meri, il quale non e poi che una semplice traduzione alquanto sfigurata del pronome suo conservatoci nei cartelli, e die pronunciavasi Mefre, Mefra, Mejr-i ec. Una grdnde parte dei ftiille cinquecento scarabei de’ quali e ricco il )Museo, e che meno prezlosi -delle raedaglie per la materia, le uguagliano per altro, sc non le sorpassano, per quanto spetla ai re Faraoni, la sCrie de’ quali viene sommamenle per essi, ugualinenle die la cronologia accresciula e rischiarata; Una parte di quest! scarabei sono scgliali col nome del re Meri-Thoiithmosi. Curiosissimo nionumenlo spettante alio stesso, e uno stele di massima bellczza e conservaztone. II re Meri, che la cinlnra reale ed il serpente sol capo fanno Hicilmente riconoscere, e ivi rappresentato rilto in piedi, e ncU’ alto di fare un’ oflTerta davaiiti all’ imagine del Dio Anion Mendes o generatore, Cgurato con tutti i suoi attributi, il cui nome sinibolico, e quale venne dato nella quarta stauipa del Panteon Egizio, e posto sopra il capo di lui; sopra quello del re si scorge il cartello suo preuome; al di dielro e un poco più basso evvi il suo vessillo sormontato dallo sparviere, ornalo AaWmtieio Psc/icut, simbolo del Dio Arsiesi, nel campo del quale/ oltre del segno del dominio sopra la regione superioi-e, si leggft pure a ciiiare note Me-j’i.

La grande celebriti di cotesto re, i molti monument! sparsi per tutto r Egitto che ne portano il nome, e ne attestano la magnificenza, le militari imprese che resero glorioso il suo regno e spar’ sero oltre i confini dell’ E"itto la fama della sua orandezza e del Talor sao, tulto ne induce a dover cousiderare il re Meri siccom’