Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/657

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

211

LEZIONE PRIMA E PRELIMINARE


detta


NELLA CLASSE DI LETTERE


IL XXX DI NOVEMBRE DEL MCCCCVIII


ed in adunanza pubblica il primo di luglio dell’anno seguente.




Prospetto di questa storia fino al secolo xviii.


1. Già sin dal principio dell’imperio Romano si dee credere che qualche sorta di pubblico insegnamento fosse in alcune delle nostre città subalpine; ma Novara e Vercelli le prime sono che di sì antico lustro possano vantarsi con probabile fondamento: poichè un orator Vercellese, Vibio Crispo, che in Roma fiorì ne’ tempi di Vespasiano, pare che vi fosse andato già bene instrutto nell’arte; il che fa supporre che avesse in patria e maestri e scuole ed esemplari, come a’ tempi di Augusto sembra che gli avesse avuti in Novara Cajo Albuzio Silo prima di recarsi in Roma.

2. Nella raccolta di lapidi, che per opera del marchese Scipione Maffei fu collocata sotto il portico dell’Università di Torino, si vede un’iscrizione di non dubbia autenticità, la quale dimostra che poco dopo Trajano questa nostra città aveva un numero di medici, ovvero di persone applicate all’esercizio delle diverse professioni medicali, fin d’allora separate e distinte, altrettanto e forse più che nol siano di presente. L’iscrizione non dice che formassero un collegio; ed ancorchè ciò si voglia supporre, ognun sa che tali collegii non aveano per oggetto l’insegnamento dell’arte professata da’ lor sodali.