Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/662

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
216 universita'

sale: Amedeo ne stabilì la tassa, e le regole della esazione; e di più vi aggiunse una rendita dovuta dalla città di Torino.

13. L’Università fu trasferita a Chieri dove restò alcuni anni non senza splendore: e vi fu soprattutto illustrata dal famoso medico Antonio Guainerio. Non fu, come mal si è creduto, in Moncalieri. Bensì nel mccccxxxv era in Savigliano, ma l’anno dopo tornò in Torino. Lodovico di Savoja, luogotenente generale di Amedeo suo padre, fra i privilegi che le concesse in tale occasione, stabilì, che si dovessero condurre lettori celebri con onorarii bastanti a torli dal bisogno di applicarsi alla pratica delle lor professioni. La cattedra di decretali, quella di codice, e le diverse cattedre di digesti aveano due professori caduna. In quello stesso diploma, ed in altri dello stesso secolo, è stabilito che dovesse l’Università restar sempre inseparabile dal consiglio supremo del Piemonte.

14. Noi non parleremo de’ privilegi conceduti, secondo l’uso dei tempi, alla Università di Torino da’ Papi, dagl’Imperatori, e dai Principi di Savoia: il vero lustro di siffatte istituzioni, ed il reale loro vantaggio, non da somiglianti concessioni dipende, ma sibbene dal merito de’ professori; e noi però, non potendo in così breve lezione darne adeguata notizia, vogliamo almeno a questo luogo additare i più celebri del secolo decimoquinto e della prima metà del decimosesto.

Appartengono a que’ tempi Giacobino di Sangiorgio, Claudio di Seyssel, Pietro Cara, Gianfrancesco Balbo, e Niccolò suo fratello, Gianfrancesco Porporati, Giovanni Nevizzano, Girolamo Cagnoli, tutti legali; e Pietro Bairo, medico, per tacer di molti altri che anch’essi ebbero fama. Fu sì grande quella del Cara, latinista, e giureconsulto, ch’egli avea scolari non pure d’ogni provincia Italiana, ma di Francia, di Spagna, d’Inghilterra, di Lamagna, di Danimarca, e perfin di Moscovia, paese allora si barbaro. Anche nella facoltà teologica si conferivano gradi a stranieri di lontani paesi, come accadde ad un famosissimo Olandese, cioè ad Erasmo, che nel mdvi vi fu laureato.