Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/710

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
260 mummia egiziana

color celeste, col solito grande scarabeo sul petto, col quattro genii assistenti: ma questi ornamenti hanno molto sofferto ne’ viaggi. Uno de’ loro cadaveri e quelle d’un uomo, l’altro è quello di una donna ivi nominata: la padrona di casa, ovvero la madre di famiglia Buon-anno. Ambedue queste mummie sono senza corona sul capo, nè presentano alcuna traccia di greca iscrizione.

Non mancano però esempi di mummie tutte egiziane ornate di corona, ed avrò fra poco occasione di citarne più d’una di questo regio museo. Non so perciò se vi sieno ragioni bastanti per affermare che l’uso d’incoronare i defunti fosse affatto sconosciuto presso gli Egizi, massime negli ultimi tempi; e che la corona sia un indizio sufficiente per giudicare di greca origine i cadaveri che ne vanno adorni. E che cosa saranno elleno mai se non corone funerali quegl’intrecci a ghirlande fatte con foglie di diversa qualità cucite insieme, le quali si trovano quasi sempre nelle casse delle mummie femminili, e talvolta ancora in quelle degli uomini?

Io sono debitore alla cortesia del sig. Lebolo delle notizie sin qui esposte; le quali mi furono anche confermate da un altro viaggiatore italiano che ebbe parte in quegli scavi; le comunico perciò al publico con molta confidenza.

Nè debbo qui dimenticare di soggiungere che egli è in una delle mummie sovraccennate che fu ritrovato il più grande manuscritto greco in papiro di questa regio gabinetto1. lo fui assicurato piii volte di questo fatto, a voce ed in isci’itto, dal sig Lebolo medesimo; non so vei-amente come si possa conciliare questo suo dire cotv cio- che fu asserito da certi Arabi al sig. Casati intorno all’origine comune di tutti i manuscritti grcci scoperti in Egitto in questi ultimi anni2. Questo fatto assai rilevante merita perciò di essere meglio verificato.3

Ma lasciando stare per ora ogni altra considerazione veniamo al


  1. (c)
  2. Journal des Savans. Septembre 1822. Notice sur la manuscrits grecs etc. par Mons. Saint-Martin.
  3. (d)