Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/718

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
268 mummia egiziana


Sepolcro di Peteménosi figlio di Pavoto, il quale nacque nell’anno terzo d’Adriano il signore, il dì ventiquattro del mese di choiac; mori nell’anno settimo, il dì quarto degli epagomeni; di maniera che ei visse quattro anni, otto mesi e dieci giorni. — Possa tu essere felice, ovvero, sta di buon animo.

Il nome del fanciullo deposto nel nostro sarcofago è dunque, Peteménosi ovvero Petaménosi, che è quanto dire: colui che è dedicato, od appartiene ad Amenosi; farse al divino Memmone dei Greci; o piuttosto: alla celeste dimora d’Ammone. Egli cessò di vivere nell’anno 133. dell’era volgare, il dì ventisette d’agosto; cioè il quarto fra i giorni epagomeni, ossia addizionali dell’anno; che è quanto dire mille e settecento anni prima dell’anno corrente. Questa è, presso a poco, l’epoca precisa del nostro monumento; dico presso a poco, perchè accadeva talvolta che gli Egizi non davano sepoltura ai loro defunti se non molti mesi dopo il loro trapasso1. Più d’un motivo dava luogo presso di loro a questa pratica così diversa dagli usi nostri: ma le ceremonie che accompagnavano l’atto dello imbalsamare, e le lunghe e molte operazioni necessarie a quest’uopo dovevano anch’esse avere una gran parte in questo ritardo.

In questa iscrizione la figliazione del giovine Peteménofi è accennata col solo nome del padre di lui; nel che fu seguita piuttosto l’usanza dei Romani e de’ Greci che quella della sua nazione. Poichè nelle leggende funebri in caratteri sacri, che scrivevansi sulle casse delle mummie, gli Egiziani solevano segnare per la più il solo nome della madre del defunto; nè credo che sieno frequenti gli esempi contrari a questa loro antichissima usanza2. Ne’ papiri sepolcrali per altro, tanto in caratteri ieratici come in segni geroglifici, s’incontra pur talvolta il nome del padre dell’estinto, ma sempre unito a quelle della genitrice, e per lo più dopo di questo.


  1. Vedi l’epitafio della mummia di Tphut, Young. Discoveries in Hieroglyphical literature, pag. 115; e qui sotto a pag 271.
  2. (m)