Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/10

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di dante alighieri 5

l’essere stato il Boccaccio quasi contemporaneo a Dante1 faccia sì che non si debba disprezzare affatto quello che ci ha lasciato scritto sopra di lui. Dopo GiovanniFonte/commento: Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/228, messer Filippo Villani nipote dello storico, e celebre giureconsulto, il quale parimente spiegò nel nostro studio il bel lavoro di Dante, scrisse in compendio la di lui vita nel libro II. della sua opera intitolata: De origine civitatis Florentiae, et ejusdem famosis civibus, che si conserva in un testo a penna rarissimo della libreria Mediceo-Laurenziana2. Questo prezioso codice fu già di Giuliano Guicciardini, poi della Libreria Gaddi, e finalmente avendo Francesco I. Imperatore, acquistati tutti i manoscritti di questa biblioteca, passò con molti altri ad arricchire la sopra detta di S. Lorenzo, che divise con l’altra fondata dal celebre Antonio Magliabechi, i gloriosi effetti della sua real munificenza3. Poche sono le cose che ho incontrate in tal compendio, le quali non sieno dal Boccaccio particolarmente riferite, e di esso fanno menzione Giannozzo Manetti4 e Francesco Cionacci5. Egli è tuttavia inedito, e poco fa si credeva ancora perduto, mentre non essendovi notizia del predetto testo, di tutta la mentovata opera del Villani non ci restava altro che una parte consistente di diverse vite di letterati Fiorentini tradotte in volgare non si sa da chi, nè quando, le quali vite nel citato codice formano una porzione del secondo libro. Ed in fatti questo volgarizzamento fu fatto imprimere con le sue dottissime osservazioni dall’erudito, e celebre

  1. Il Boccaccio nacque nel 1313. come si può vedere presso l’erudito Domenico Maria Manni nella part. I. dell’istoria del Decamerone cap. IV. e Dante morì in Ravenna il 1321.
  2. Pluteo LXXXIX. infer. cod. 23 in 4° Si crede scritto di mano dello stesso Villani, ma non assai correttamente.
  3. Vedansi le Novelle letterarie di Firenze dell’anno 1756 al numero VI.
  4. Nel proemio della vita di Dante (ediz. di Firenze del 1747. in 8.° pag. 3. e 5.)
  5. In certe sue schede MSS. della libreria Magliabechiana (class. VII. cod. 467. in 4°) nelle quali si racchiude il disegno di una nuova, magnifica, e completa edizione di tutte le opere del nostro Poeta.