Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/142

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di dante alighieri. 135

Camaldolense di S. Croce di Fonte Avellana, luogo orrido e solitario, situato nel territorio di Gubbio1, nel qual monastero le camere, ove si crede che abitasse, diconsi di presente le camere di Dante2; ed in esse per conservare la memoria di tal fatto, vedesi sotto un busto di marmo rappresentante il Poeta, la seguente iscrizione:

3Hocce cubiculum hospes
in quo Dantes Aligherius habitasse
in eoque non minima praeclari ac
pene divini operis sui partem composuisse
dicitur undique fatiscens ac
tantum non solo aequatum
Philippus Rodulphius
Laurentii Nicolai Cardinalis
amplissimi Fratris Filius summus
Collegii Praeses pro eximia erga
Civem suum pietate refici hancque
Illius effigiem ad tanti viri memoriam
revocandam Antonio Petreio4
Canon. Floren. Procurante
collocari mandavit

Kal. Maii M.D.L.VII.

5Cam. Monaci re verius cognita Hoc in loco ab ipsis restaurato posuerunt. Kal. Nov. MDCXXII.

  1. Del suddetto Monastero ove, dopo essere stata estinta da Pontefice Pio V. per la decaduta disciplina la Congregazione Avellanita nell’anno 1569. soggiornano i Monaci Camaldolesi, Ved. un libretto intitolato "Cronistoria dell’antica, nobile, ed osservante Abbadia di S. Croce della Fonte Avellana nell’Umbria, dell’Ordine Camaldolense. Siena 1723. in 4."
  2. Sono avanti a quelle ove risiede l’Abate.
  3. Quest’Iscrizione è riportata in varj libri con qualche diversità, ma noi abbiamo seguita la copia che ne dà il Raffaelli nella Storia di messer Busone cap. 5.
  4. Antonio di Pietro Petrei fu Canonico della Metropolitana Fiorentina ed intimo famigliare del Cardinale Niccolò Ridolfi nostro Arcivescovo, e morì nel 1570. Di lui parla il Canonico Salvino Salvini nelle Vite manoscritte dei Canonici Fiorentini.
  5. Questa aggiunta si è tratta dall'ann, IV. della Soc. Colomb. non ne avendo fatta parola il detto Raffaelli,