Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/187

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


dice che Malatesta Porta fu di sentimento dal lib. VI. di questo romanzo aver Dante presa l’invenzione delle bolge, e de’ cerchi del suo Inferno, cioè di colà ove si narra che l’Eroe di questa favolosa storia entrò nel Purgatorio di S.Patrizio, posto nella piccola isola del lago Dearg nell’Ultonia1, al quale

  1. Questo è il celebre Pozzo di S. Patrizio rammentato dall’ Ariosto nel Canto X. st. 92. del suo Orlando e del quale parlano i padri Bollandisti nel tom. 2. di marzo pag. 588. ed il padre Pietro leBrun dell’Oratorio in una dissertazione fatta espressamente sopra questo argomento ed inserita nel IV. tomo della sua Storia delle pratiche superstiziose. Questa caverna celebre nelle antiche favole è distante da Dungal in Irlanda due leghe, in una piccola isola situata nel mezzo del lago che forma la Darg. Fu ripiena per ordine del Papa Alessandro VI. e di Enrico VIII. quando si separò dalla Chiesa Romana, e verso la fine del Regno di Giacomo I. Non ostante la devozione per questo luogo sussiste ancora fra i cattolici, e si disse Purgatorio perchè chi vi scendeva uscivane purgato dai suoi peccati.
    M. le Grand nella sua raccolta des Contes devots che forma il vol. 4.° di quella des Fabliaux ou Contes del XI. e del XIII. secolo pag. 71. e seg. riporta quello di una tal Maria di Francia che viveva verso la metà del XIII. secolo, la quale in versi scrisse una collezione di favole pubblicate in parte dal medesimo Autore in quel volume, il qual racconto è intitolato le Purgatoire de S. Patrice e narra come mediante un bastone datoli da Cristo che si conservò dagli Arcivescovi d’ Irlanda, aperse questa caverna quando il detto Apostolo della medesima prese a convertire alla fede quei popoli, acciò chiunque vi entrava pentito avesse una imagine fedele della gioja del cielo, e delle pene infernali, e presso a quel luogo fondò un monastero di religiosi sotto la regola di S. Agostino, ed esigendo che chi scendesse in quella deponesse la storia di ciò, che avesse veduto, la quale si custodiva sempre fedelmente nel monastero medesimo.