Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/187

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schino1dice che Malatesta Porta2 fu di sentimento dal lib. VI. di questo romanzo aver Dante presa l’invenzione delle bolge, e de’ cerchi del suo Inferno, cioè di colà ove3 si narra che l’Eroe di questa favolosa storia entrò nel Purgatorio di S.Patrizio4, posto nella piccola isola del lago Dearg nell’Ultonia5, al quale

  1. Questo Romanzo dal Fontanini loc. cit. si dice essere originalmente Toscano, ma Monsignor Bottari nel luogo che citeremo, è di parere che fosse composto in lingua Francese, e poi tradotto in Toscano dopo i tempi di Dante da un Fiorentino. In verità Michel Poccianti nel suo catalogo dei nostri Scrittori pag. 10. ne fa Autore un tale Andrea di patria Fiorentino, ed io ho notizia di un testo a penna in 4. parte membranaceo, e parte cartaceo, scritto, come si legge in piè del medesimo, nella città di Napoli nel 1462. il qual Codice appartenente al sig. Cancelliere Giacinto Pomi è arricchito di alcune miniature, e storiette toccate molto bene in penna, e ci fa sapere, che lo compose il nobiluomo Maestro Andrea da Barberino da Firenze. Questo per altro non repugna al sentimento del Bottari, e può essere che il mentovato Andrea traesse dalla lingua Francese questa leggenda, e nel volgarizzarla l’ampliasse in qua, e in là a suo piacere. Il Canonico Biscioni nel tom. 2. della sua Storia degli scrittori Fiorentini manoscritta nella Magliabechiana parla pag. 765. d’Andrea di Jacopo di Tieri da Barberino di Valdelsa che tengo sia il nostro; ma benché accenni diverse sue traduzioni Toscane di alcuni Romanzi francesi, pure di quella, di cui ora si tratta, non fa menzione. Fu impresso più volte nel secolo XV. cioè nel 1482. a Milano, e nel 1498. a Venezia.
  2. Pag. 160. del suo dialogo intitolato il Rossi, nel quale difende il Tasso dalle obbiezioni fatte alla Gerusalemme liberata dal cavaliere Leonardo Salviati tolto nome dell’Infarinato.
  3. Cap. 167.
  4. Vescovo, ed Apostolo in Irlanda morto verso l’anno 460. di anni 83. Fu fatta in Londra una Edizione in 8.° della supposta sua Opera nel 1658.
  5. Questo è il celebre Pozzo di S. Patrizio rammentato dall’Ariosto nel Canto X. st. 92. del suo Orlando e del quale parlano i padri Bollandisti nel tom. 2. di marzo pag. 588. ed il padre Pietro leBrun dell’Oratorio in una dissertazione fatta espressamente sopra questo argomento ed inserita nel IV. tomo della sua Storia delle pratiche superstiziose. Questa caverna celebre nelle antiche favole è distante da Dungal in Irlanda due leghe, in una piccola isola situata nel mezzo del lago che forma la Darg. Fu ripiena per ordine del Papa Alessandro VI. e di Enrico VIII. quando si separò dalla