Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/24

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di dante alighieri 19

Poeta era della Parrocchia della suddetta Chiesa di S.Martino del Vescovo1; e se nei libri delle anime della Cura di Santa Margherita (Chiesa non molto discosta dall’altra) una casa posta sulla piazzetta della medesima S. Margherita posseduta già dai Padri Domenicani si trova sempre nominata la torre di Dante2, ciò accadde forse perchè avendo S. Martino cessato d’essere Parrocchia3, la casa del Poeta venne ad essere incorporata nell’altra di S. Margherita. Che le case dell’Allighieri per altro non sieno la medesima torre, ce ne può far sospettare un instrumento del 11894 da cui apparisce ch’erano molto accoste al predetto S. Martino, e può ben essere che sieno quelle, delle quali sono descritti i confini in un’altra carta del 13325. Ma lasciando simil ricerca, il cognome di

  1. Ciò apparisce da più scritture, le quali si citeranno in altra occasione. Da queste si viene in cognizione avere sbagliato i compilatori di alcuni Prioristi, i quali nel riferire nell’anno 1300 il Priorato di Dante lo fanno del Popolo di S. Margherita.
  2. Annale IV della Società Colombaria Fiorentina manoscritto nella libreria della medesima Società pag.195.
  3. Il suddetto Padre Richa della compagnia di Gesù nelle sue notizie istoriche delle Chiese Fiorentine p. I del quartiere Santa Croce pag. 208 e 236 dice che i monaci Cassinesi della nostra Badia, ne’ quali nel 1034 era pervenuta la Chiesa di S. Martino del Vescovo per donazione del Diacono Triginio, unirono nel 1479 la sua Parrocchia a quella loro vicina Prioria di S. Procolo. Ma o è falso, che la torre detta di Dante, che è nella Cura di S. Margherita sia la vera casa del Poeta, o qualche fuoco della Parrocchia di S. Martino fu aggregato ancora a quella di S. Margherita.
  4. Questa carta presa dall’archivio di detta Badia si da nella nota seguente.
  5. Fra i beni che godevano per indiviso Francesco fratello di Dante, e Piero, e Jacopo suoi figliuoli, in un istrumento di detto anno 1332, riportato più a basso si trova descritta una casa posta in Firenze nel Popolo di S. Martino del Vescovo, confinante a primo via, 2° haeredes Simonis Neriis de Donatis et Tuccins Giammori, 3° de Cocchis, seu alii, 4° Betti de Mardolis, a 173 Cap. XII dell’opera del sig. Ruberto Gherardi manoscritta intitolata la villeggiatura di Maiano. La casa di Dante in Firenze nel Popolo di S. Martino del Vescovo, d’onde, forse per la vicinanza, egli si accese di amore verso la celebre sua Beatrice Portinari abitante ivi