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Pagina:Memorie storiche civili, ed ecclesiastiche della città, e diocesi di Larino.djvu/486

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LIB IV. CAP. V. 385

per ragione di detta Cura d’Anime in detta Chiesa altra autorità, e giurisdizione nella persona del R. P. Abate, e Religiosi suddetti pro tempore, e loro Familiari, e questo ad formam juris, e de’ loro speciali Privilegj.

V. Venendo eretta la detta Cura d’Anime in detta Chiesa Regolare, che in essa Monsignor Vescovo di Larino pro tempore non abbia autorità, che quella riguarda le cose spettanti alla Cura dell’Anime, e che nella medesima debba fare la Visìta jure Delegato in iis, quae concernunt Curam Animarum, et Sacramentorum administrationem, atque quoad Sacramenta, & Sacramentalia, e che in essa il P. Economo, e chi averà la Cura di dette Anime debba riceverlo secondo la forma del Ponteficale Romano, e assistere in essa Visita al Visitatore ad formam juris.

VI. E che fuori della Chiesa, in cui dovrà esercitarsi detta Cura, e della Persona, che dovrà esercitare la medesima, in reliquis resti, e rimanga intatta, e illibata l’autorità ordinaria d’esso Monsignor di Larino quoad Territorium, et Populum di tutto il ristretto della suddetta economìa, che abbraccia li suddetti Feudi, cioè di S. Agata, di S. Leuci, di Ramitelli, e di Città a mare, posti in essa Diocesi di Larino, e nella medesima maniera, che esercita quella in tutto il resto della sua Diocesi, anche nel Clero, quando mai si formasse in detta Cura, giacchè al presente non vi è Clero, nè Persona altra Ecclesiastica Secolare.

VII. Che non potendosi ora stabilire le suddette cose, aspettandosi l’approvazione del detto R.P.Procuratore Generale in nome di essa Religione, siccome non essendovi chi ora abbia la detta Cura d’Anime, nè potendosi quella trascurare per il numero de’ Cittadini, e Abitatori, che sono specialmente in questo suddetto Casale di S. Agata, bramando esso Monsignor Vescovo di Larino dar a questo riparo, senza pregiudizio delle ragioni delle parti, ha approvato, e approva alla medesima Cura con titolo d’Economo il P. D. Gabriele Ascioni Canonico Regolare, nominatoli dal medesimo Rmo P. Abate Barbavara, per due mesi, da oggi con tutte le facoltà necessarie, e opportune, specialmente di ricevere le Confessioni Sagramentali delle Persone, si dell’uno, come dell’altro sesso, e per detto tempo assolvere loro anche da’ casi rifervati in essa Diocesi, in quibus non est annexa Censura, cioè rispetto al primo, e al secondo, quoad ultimam partem rispetto al terzo, rispetto al quarto satisfacta parte, e rispetto al quinto remota occasione, colla fiducia, che frattanto possa aversi l’intenzione del detto R. P. Procuratore Generale per il totale stabilimento di queste cose, a tenore del presente accommodo, che altrimenti ognuno si servirà delle sue ragioni.

VIII. E bramando detto Monsignor Illustrissimo Tria Vescovo di Larino accomodare le coscienze, tanto di detti Abitatori, e Cittadini di detto Casale di S. Agata, quanto d’alcuni, che avessero bisogno, dà anche facoltà d’assolvere per due mesi le Persone, che si ritrovano scommunicate in detto luogo, con cedoloni della Curia Vescovile di Larino, a caufa delle Decime, così pure di riconciliare la detta Chiesa, per esscr stati in essa ammessi in Divinis li suddetti pubblici scommunicati, e seppelliti nella medesima alcuni Cadaveri scomunicati, col supposto, che fusserò stati scommunicati nullamente; niente di