Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento.djvu/279

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Al Capo XVII., in cui si fa menzione di Gian Benedetto Gentilotti eletto Vescovo di Trento, e dei varj scrittori, che di lui tessero encomj nelle lor opere, il Sig. Conte Giovanelli dice, che anche il celebre Apostolo Zeno aveva il Gentilotti fra' suoi amicissimi, e di tale amicizia lo Zeno se ne vantava già nell’anno 1720 verso il celebre Valisnieri, ed altri sommi uomini di quel tempo, come scorgesi da varie epistole dello Zeno contenute nella notissima raccolta delle di lui lettere.

Al Capo XXII., in cui parlasi del risorgimento del nostro paese, nel quale ita in bando l’antica barbarie e rozzezza i nostri maggiori coltivando l’agricoltura, le arti, le lettere, ed il commercio pervennero a quel grado d’incivilimento, ed a quegli agi e comodi d’una più colta società, di cui ora godiamo, il Sig. Conte Giovanelli osserva, che andrebbero forse bene qui ricordati i molti lanifizj, le fabbriche di tessuti in seta, quelle di conciare e poi imprimere a disegno e colori le pelli per parapettare le stanze, e coprire le sedie, che furono introdotti in Trento, e grandemente fiorirono qui nel XVI. secolo, così che allora Trento poteva dirsi a ragione città manifatturiera.

Al Capo XXIII., in cui si parla della costituzione politica della città e del Principato di Trento, il Sig. Conte Giovanelli nota, che nel XVI. secolo i Consoli della città di