Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento.djvu/68

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50 memorie storiche della città

rundam Nobilium et Magnatum Civitatis et Districtus Tridenti inimicorum et rebellium, qui Deum pre occulis non habentes, non solum dictum D. Episcopum Tridentinum, ac Ducem, Marchionem, et Comitem ad suam Episcopalem Sedem in Civitate Tridenti recipere noluerunt, sed etiam Terras, Castra, Jurisdictiones et bona spectantia ad Dominum Episcopum et Ecclesiam Tridentinam occupare et oprimere conabantur.» Da questo documento rilevasi, che all’occupazione di Lodovico di Brandemburgo erasi unita eziandio la ribellione o rivolta contro il nuovo Vescovo de’ primarj nobili della città e del Vescovato di Trento, che non gli permisero di risedervi. Giovanni III. non essendo mai giunto al possesso del suo Vescovato non si sa, qual uso abbia fatto dei quattromila ducati d’oro, che aveva ricevuti da Mastino della Scala; perchè poco dopo portatosi a Roma egli rinunziò la sua dignità di Vescovo di Trento, ed in sua vece fu dal Papa eletto Mainardo d’un’illustre famiglia di Boemia, ma nè pur questi potè venire giammai al possesso del suo Vescovato occupato sempre dalle armi di Lodovico il Bavaro Marchese di Brandemburgo Conte del Tirolo.

Avvenne però l’anno 1359, che Lodovico si determinò di restituire alla Chiesa di Trento tutto ciò che a di lei danno egli aveva finallora occupato, come attesta il pubblico atto