Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento - parte prima.djvu/29

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18 memorie storiche della città

gli dimandavano il titolo ed il rango di colonie, quando godevano i diritti e gli onori di municipio.

Ben diversa era la condizione delle prefetture, o delle provincie; perchè a governarle spedivasi da Roma un Prefetto o un Proconsolo, il quale vi dettava le leggi a suo grado, nè alcun diritto esse avevano di crearsi i lor magistrati, e molto meno alcun diritto di cittadinanza romana, come avevano le colonie ed i municipj1. S’egli è assai probabile, che i Reti, dacchè furono soggiogati, fossero ridotti alla condizione di prefettura o provincia, ed in tale stato rimanessero per alcun tempo, egli è certo però, che in progresso alcuni di essi cangiarono condizione, e che altri aggregati furono alle vicine colonie o municipj, ed altri ottennero essi medesimi l’onore e le prerogative di municipio, quali furono i Nauni come appresso vedremo.

Che la città di Trento godesse la prerogativa e l’onor di colonia, tra molt’altri monumenti l’attesta l’insigne Iscrizione, che leggesi nella lapida, che tra alcune altre conservasi nel Castello del Buon Consiglio in Trento, e ch’è la seguente:


  1. Praefecturæ erant oppida, in quibus, qui habitabant, non suis legibus ut municipes vivebant, nec ullos de suo corpore magistratus creare poterant, sed a magistratibus a Roma missis regebantur iis legibus, quas romanus magistratus dixisset, qui quoniam præfectus vocabatur, præaefecturæae dicebantur. Samuel Pitiscus v. Praefecturæ