Pagina:Memorie storiche su la vita gli studj e le opere di Lionardo da Vinci.djvu/88

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DI LIONARDO DA VINCI. 77

al debito fine attende de condurre». Ecco pertanto come in quest'anno in cose matematiche, e insieme nel disegno e nella pittura, malgrado la perversità de'tempi, si occupò Lionardo.

XVIII. O fosse per un giusto salario della grand'opera del Cenacolo, o un compenso per ciò di che gli era debitore, e per sollevarne l'esposta miseria, un generoso dono fece nel seguente anno 1499 il duca Lodovico a Lionardo, dandogli sedici pertiche d'una vigna che comperata dinanzi avea dal monistero di s. Vittore presso porta Vercellina con pieno diritto di proprietà. Registrata trovasi questa donazione nel libro O all'ufficio Panigarola, che forma parte dell'archivio pubblico al fol. 1821. Di questa vigna di fatto egli dispose nel suo testamento, metà lasciandone al Salai, che di suo consenso già fabbricata v'aveva una casa, e metà al suo servitore de Vilanis, che fe'procura a messer Gerolamo Melzo, perchè gliela vendesse, come più sotto vedremo. Di questa già posseduta dagli eredi

  1. Ecco le parole del Registro.
    1499. 26. Aprilis. Ludovicus Maria Sfortia, dux Mediolani dono dedit D. Leonardo Quintio (sic) florentino pictori celeberrimo pert. n. 16 soli seu fundi ejus vineae quam ab Abate seu Monasterio S. Victoris in Suburbano portae Vercellinae proxime acquisierat, ut in eo spatio soli pro eius arbitrio aedificare, colere hortos, et quidquid ei, vel posteris eius, vel quibus dederit ut supra, libuerit, facere et disponere possit.