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200 arco traiano

Seguono altre due figure con sola tunica, molto danneggiata, e per conseguenza poco riconoscibili.

Quindi viene un personaggio togato nella più splendida foggia, cioè col sinus, umbo e dalteum1. Ha il capo coronato di alloro, e con la destra sostiene in petto un lembo della toga. Sembra che sia un sacerdote.

Gli va appresso un uomo con sago cucullato; ed è l’ultima figura dell’intercolunnio.

Sulla rivolta del fregio è scolpito un altro stipatore, simile ai già descritti. Che sia tale apparisce chiaramente dalla granata che sostiene in alto, sulla sinistra.

La prima figura del corpo avanzato, corrispondente alle colonne che fiancheggiano il fornice, è quella di un vessillifero con tunica. Sebbene sia molto logora, scorgesi ancora la sua special covertura del capo, formata, a quanto sembra, di una testa di leone chiomata, come quella dei vessillìferi nei quadri dell’arco di Costantino2.

La seconda figura è quella di un auriga con tunica e clamide, il quale con la man destra si sforza a tirar le briglie di due muli, che sembran riottosi a camminare.

Questi sono appaiati dinanzi un cocchio semicilindrico, sostenuto da due ruote con razzi. Nel cocchio son due personaggi; quello sulla sinistra, porta il mantello affibbiato sull’omero destro, ed ha la man sinistra aperta e levata in alto; l’altro ha le mani giunte sui ginocchi, strette da una catena di metallo, la quale va a girare sul fianco destro del cocchio. Rossi opina che quello che va a sinistra sia un disertore romano e l’altro un prigione nemico; ma, perchè barbuti, io li credo entrambi prigionieri nemici.

Segue immediatamente il cocchio un militare con tunica e clamide, la quale porta rialzata e rovesciata sulle spalle da lasciargli libero il braccio e la mano destra.

Vien poi un prigioniero, il quale move frettoloso il passo. Egli è notevole, siccome l’altro già veduto, per un mantello che

  1. Vedi pag. 75.
  2. Vedi Bellori, op. cit. tav. 27 e 31.