Pagina:Meomartini - I monumenti e le opere d'arte della città di Benevento.djvu/412

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380 dei longobardi e del chiostro e chiesa di s. sofia

s’inganna, perchè Leone Ostiense ci fa sapere che questo Giovanni Rotondo, inviso ai Monaci di Montecassino, per essersi fatto nominare giovanissimo di loro Abate, alla morte dello zio Giovanni, altro Abate di detto Monastero, fu sostituito colà da Atenolfo, figlio di Pandolfo, Principe di Benenevento, e fu mandato, come Abate in Benevento sì, ma al Monastero di S. Modesto. Se dunque egli non fu Abate di S. Sofia, come potè fare i restauri di questo chiostro?

È curioso che nessuno dei citati scrittori siasi presa la cura di analizzare lo spirito della riferita iscrizione e di esaminare le varie parti del chiostro. In quella si afferma che perenne resterà la fama di Giovanni IV, al cui pastore questo cenobio deve il presente decoro. Senza tema di cadere in vane interpretazioni, quì evidentemente deve intendersi che il benemerito Giovanni IV sia stato il restauratore, non il costruttore del chiostro attuale; altrimenti il dettato della iscrizione sarebbe stato ben differente. E che sia così è dimostrato poi luminosamente dal considerare che lo stile e la tecnica dei capitelli del quarto lato del chiostro, ove trovasi la iscrizione sudetta, e di qualcuno degli altri lati, sono differenti assai (la tecnica principalmente) dallo stile e dalla tecnica della maggior parte, notandosi una maggiore rozzezza nel disegno e nella scultura. Essi, senza dubbio, si appartengono ad epoca molto posteriore.

Io non dissimulo che la quistione sia molto grave; e sventuratamente a scioglierla non ci si offre alcun dato storico preciso. Per la qual cosa converrà procedere cautamente per via di analisi e di critica.

Abbiamo già veduto in parte che gli elementi che compongono il nostro chiostro sieno disparatissimi tra loro: le colonne, le basi e i capitelli son di varie forme e stili; solamente regna unità di concetto nella loro disposizione a formare le luci quadrifore eguali, ad archetti moreschi a ferro di cavallo. È certo che, se gli elementi delle quadrifore son di stili e di epoche differenti, la costruzione di esse debba essere di data posteriore.

Esaminiamo ora partitamente le basi, le colonne, i capitelli, gli abachi e le cornici d’imposta dei pilastri, cominciando dalle prime.