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114 ii - siroe

SCENA XIV

Cosroe, Emira, Medarse e Laodice.

Cosroe. Olá! s’osservi il prence. (alle guardie verso la scena)
Emira.  Alla tua cura
io veglierò.
Medarse.  Quand’hai tant’alme fide,
paventi un traditor?
Laodice.  Troppo t’affanni.
Cosroe. Chi sa qual sia fedele, e qual m’inganni?
Emira.  E puoi temer di me?
Cosroe. No, caro Idaspe.
Anzi tutta confido
al tuo bel cor la sicurezza mia.
Scopri l’indegna trama,
ed in Cosroe difendi un re che t’ama.
Emira. Ad anima piú fida
commetter non potevi il tuo riposo.
Del mio dover geloso, il sangue istesso
io verserò, signor, quando non basti
tutta l’opra e il consiglio.
Cosroe. Trovo un amico allor che perdo un figlio.
               Dal torrente, che ruina
          per la gelida pendice,
          sia riparo a un infelice
          la tua bella fedeltá.
               Il periglio s’avvicina;
          a fuggirlo è incerto il piede:
          se gli manca la tua fede,
          altra scorta un re non ha. (parte)