Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/322

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316 v - alessandro nell'indie


e, lei trattando, il donator rammenta.
(Poro prende la spada da Alessandro, al quale una comparsa
ne presenta subito un’altra)

Poro. Vedrai con tuo periglio
di questa spada il lampo,
come baleni in campo
sul ciglio al donator.
Conoscerai chi sono:
ti pentirai del dono;
ma sará tardi allor. (parte)

SCENA III

Alessandro, poi Timagene con Erissena incatenata, due indiani e séguito.

Alessandro. Oh ammirabile sempre,
anche in fronte a’ nemici,
carattere d’onor! Quel core audace,
perché fido al suo re, minaccia e piace.
Timagene. Questa, che ad Alessandro
prigioniera donzella offre la sorte,
germana è a Poro.
Erissena.  (Oh dèi!
D’Erissena che fia!)
Alessandro.  Chi di quei lacci
l’innocente aggravò?
Timagene.  Questi di Poro
sudditi per natura,
per genio a te. Fu lor disegno offrirti
un mezzo alla vittoria.
Alessandro.  Indegni! Il ciglio
rasciuga, o principessa. Ad Alessandro
persuade rispetto il tuo sembiante.
Erissena. (Che dolce favellar!)
Timagene.  (Son quasi amante.)