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ATTO TERZO

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SCENA Vili Barce sola.

Che strane idee questa produce in Roma

avidità di lode! Invidia i ceppi

Manlio del suo rivai; Regolo abborre

la pubblica pietà; la figlia esulta

nello scempio del padre! E Publio... Ah! questo

è caso inver che ogni credenza eccede :

e Publio, ebro d’onor, m’ama e mi cede!

Ceder l’amato oggetto, né spargere un sospiro, sarà virtù, l’ammiro; ma non la curo in me.

Di gloria un’ombra vana in Roma è il solo affetto; ma l’alma mia romana, lode agli dèi, non è. (parte)

SCENA IX

Portici magnifici su le rive del Tevere. Navi pronte nel fiume per l’im¬ barco di Regolo. Ponte che conduce alla più vicina di quelle. Popolo numeroso che impedisce il passaggio alle navi. Africani su le medesime. Littori col console.

Manlio e Licinio.

Licinio. No, che Regolo parta Roma non vuole.

Manlio. Ed il senato ed io

non siam parte di Roma?