Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/250

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244 xx - ipermestra


quell’affanno perché? Di qualche fallo

mi crede reo? qualche rivai nascosto
di maligno velen sparse a mio danno
forse quel cor? Ma chi ardirebbe... Ah! questo
vindice acciar nell’empie vene... Oh vano,
oh inutile furore! 11 colpo io sento,
che l’alma mi divide;
ma non so chi m’insidia o chi m’uccide.
Elpinice. Fortunato Linceo, contenta a segno
son io de’tuoi contenti...
Linceo. Ah! principessa,
l’anima mi trafiggi, lo de’mortali,
io sono il piú infelice.
Elpinice. Tu! come?
Plistene. In questo amplesso
un testimon ricevi
del giubilo sincero,
onde esulto per te. Tu godi, e parmi...
Linceo. Amico, ah! per pietá, non tormentarmi.
Plistene. Perché?
Linceo. Son disperato.
Elpinice. Or che alla bella
Ipermestra t’accoppia un caro laccio,
disperato tu sei?
Linceo. Mi scaccia, oh Dio!
Ipermestra da sé; vieta Ipermestra
ch’io le parli d’amor; non piú suo bene
Ipermestra m’appella:
Ipermestra cangiò, non è piú quella.
Plistene. Che dici?
Linceo. Ah! se v’è noto
chi quel cor m’ha sedotto,
non mel tacete, amici. Io vuo’...
Elpinice. T’inganni:
Ipermestra non ama
che il suo Linceo; lui solo attende...