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XVII - ZENOBIA

Tiri date. Zenobia.

Tiridate.

Zenobia.

Tiridate.

Zenobia.

Ti ridate.

Zenobia.

Tiridate.

Zenobia.

Tiridate.

Mitrane.

Tiridate.

Mitrane.

Tiridate.

Mitrane.

Tiridate.

Mitrane.

Tiridate.

Come! e vuoi... (in atto di seguirla)

Non seguirmi,

principe, te ne p ri ego ; e non potrebbe chi la vita ti die’ chiederti meno.

Ma possibil non è... (seguendola)

(risoluta in atto di ferirsi) Resta o mi sveno. Eterni dèi! Deh!... (arrestandosi)

(in atto di ferirsi) Se t’inoltri un passo, su questo ferro io m’abbandono.

Ah, ferma !

M’allontano, ubbidisco. Odi: ove vai?

Dove il destin mi porta, (partendo)

Ah, Zenobia crudeli

Zenobia è morta, (parte)

SCENA Vili Tiridate e poi Mitrane.

Principessa, idol mio, sentimi... Oh stelle! che far degg'io? Né seguitarla ardisco né trattener mi so. Questo è un tormento, questo...

Signor, gli ambasciadori armeni giunsero d’Artassata.

(con affanno) Ah, mio fedele,

corri, vola, t’affretta, sieguila tu per me.

Chi?

Vive ancora;

ancor del chiaro di Paure respira.

Ma chi, prence?

Zenobia.

(Aimè! delira.)

Oh Dio! perché t’arresti?'Ecco il sentiero; quelle son Torme sue.