Pagina:Michiel - Notizia d'opere di disegno, 1800.djvu/221

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mento in versi di Pierio Valeriano De marmoreo Platonis capite apud Bellinos Venetiis (Pierii Valeriani Hexametri Odae et Epigrammata, p. 120.) e dal seguente epigramma di Raffaele Zovenzonio, scritto nel mio codice di poesie di lui altrove riferito:

In Venerem Gentilis Bellini

Qui Paphiam nudis Venerem vidisse papillis
     Optat in antiquo marmore Praxitelis,
Bellini pluteum Gentilis quærat; ubi stans,
     Trunca licet, membris vivit imago suis.


Altro argomento ne dà il Temanza nelle Vite Lib. II. p. 477.

(103) Di Simone Bianco scultore Fiorentino scrive il Vasari nella Vita di Vittore Carpaccio, che dimorò quasi tutto il tempo di sua vita in Venezia, e vi lavorò continuamente. Scolpiva per eccellenza secondo l’Aretino, il quale nel 1548. così gli scrisse (Lett. Lib. IV p. 277. ed. 1609.): Che io, Messer Simone da bene, abbi ai miei dì viste delle figure degl’Iddii e degli uomini, so che me lo credete, senza ch’io lo giuri: ma di quanti mai mi furono rappresentati dinanzi agli occhi, dal piacere del vedergli niuno mai passommi all’animo con lo stupore della meraviglia nel modo che mi ci passò il ritratto tolto dallo scarpello e dallo ingegno di voi dalla celeste sembianza di colei che in matrimonio è congiunta con il Magnifico M. Niccolò Molino, non meno mio padrone e amico, che vostro amico e padrone. Un grande obbligo tengono le bellezze dell’alma donna con il felice artificio che io dico, in virtù del quale gli avete dato lo spirto nel marmo con sì nuova venustà di grazia, che la natura istessa quasi confessa che un nonnulla ella è dissimile alla viva... In tutta la somma del mio giudicio si è anco risoluto quello del Sansovino e di Ti-


zia-