Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/114

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rinforzo di quelle in attività che si trovassero bisognose di rinforzo in cammino. Anche tutte queste cose si debbono proporzionare alla quantità del concorso.

Alcune delle stazioni, e queste sono quelle che si dicono principali, debbono contenere i grandi arsenali, cioè le grandi officine per la costruzione e per racconcio delle macchine locomotive, delle carrozze, dei carri, di tutti i veicoli da trasporto ^ tutti i magazzini ne* cessar j al deposito delle materie prime occorrenti alle fabbricazioni ed agli acconci suddetti, e quelli occorrenti al deposito ed alla conservazione delle cose fabbricate o da ripararsi.

La scelta di queste stazioni principali ha norme meno incerte che quella delle altre!

convien collocarle ove torna meglio per la facilità del generale servizio della strada, e dove il concorso delle materie prime e della mano d’opera occorrenti può riuscire meno costoso.

1/ esperienza ha dimostrato che la conservazione delle macchine locomotive, il buon servizio del trasporto, la sicurezza del transito esigono che la corsa continua di una macchina locomotiva non superi i 60 od al più i 70 mila metri.

Dopo una corsa simile convien fermare la macchina, visitarla, pulirla, sgombrar il focolaio, vuotare la caldaia se occorre, in somma bisogna cambiarla con un’ altra (1).

Nelle grandi corse dunque, come sarebbe quella da Venezia a Milano, le macchine locomotive dovranno essere mutate ad ogni due stazioni) e da questo discende la necessità di avere ad ogni due stazioni una stazione di ricambio per le macchine, cioè una stazione avente rimesse per depositarle, ed officine per le piccole riparazioni, e da questo poi anche la differenza tra le stazioni d’ arrivo e partenza solamente, e le stazioni d’arrivo e partenza e di ricambio delle macchine locomotive.

336.° Il che risponderà, intanto, a quella domanda del dottore Cattaneo (pagina 3i.)!

« Non vedersi perchè le stazioni di Castiglione e di Chiari debbano avere le rimesse n per le locomotive, e non averle quelle di Brescia, di Padova e di Mestre».

Avrebbe dovuto scrivere che egli non vede, e non già non vedersi, perchè gli altri veggono, e perchè la ragione di questo è ormai nota a tutti quelli che ebbero la bontà di occuparsi del progetto mio, essendo nel mio progetto detto alla pagina 54*.

« Due stazioni principali con magazzini ed ateliers per racconcio e la costruzione delle » macchine locomotive e delle carrozze e carri, una a Milano, l’altra a Venezia;

» Quattro stazioni di arrivo e partenza e di ricambio delle màcchine locomotive, cioè a » Vicenza, a Verona, a Castiglione delle Stiviere, a Chiari j

» Sei stazioni di arrivo e partenza (soltanto), a Mestre, a Padova, Villanuova, Sei vie, » Brescia, Tre viglio; delle quali, due, Padova e Brescia, principali, le altre quattro se99 condarie».

Sicché se il dottore Cattaneo non vede, non vede perchè su questi affari delle strade di ferro è orbo affatto, e perchè, in luogo d’impararne qualche cosa, leggendo con attenzione quello che gli altri vi hanno scritto sopra, critica ciò che gli altri hanno scritto, ma senza leggerlo.

337. Per quello che di sopra vedemmo, sarebbe stato immaturo, e quindi incauto preti) Nolhorab, rapporto la novembre 1839 alle camere legislative del Belgio sulle strade di ferro dello stato nell’anno 1839, pagina 3o.

« Les locomotives ne devantpas, dansun bonsistéme d’administration, parcourir, sans étre visitees, un espace de plus de 10 à 12 lieues; on a echelonné leurs points dea slationnement d’après cette consideration ». Google