Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/124

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Ora scrivasi sopra 1’ orizzontale del profilo di livellazione della diramazione, non più il numero che corse per errore, il 137.599, ma il vero, cioè il 1 33.336) ed altro non facciasi che sostituire questo numero vero nel conto che abbiamo fatto per la diramazione, e si vedrà che il punto che deve essere comune alle due strade, principale e diramazione, risulta in amendue i profili egualmente elevato sopra la soglia della porta di mezzo del duomo di Milano.

Di fatti:

Orizzontale del profilo della diramazione sopra la soglia di mezzo della porta del duomo di Milano, metri 1 33.336.

Orizzontale del profilo della linea principale sopra la soglia della porta di mezzo del duomo di Milano, metri 48-091 Punto comune alle due strade preso nel profilo della diramazione, e quindi sotto 1’ 0rizzontale della diramazione, come già abbiamo veduto m. 132.291

Soglia della porta di mezzo del duomo di Milano, sotto V orizzontale della diramazione » 1 33.336

Quindi altezza del punto comune alle due strade sopra la soglia della porta di mezzo del duomo di Milano, dipendentemente dal profilo della diramazione, m. i.o45 cioè l’identica che si è ritrovata, per questo punto comune alle due strade, nel profilo di livellazione della linea principale.

366.° Questo errore di copia, e quindi di stampa, questo scrivere, per isbaglio, sopra r orizzontale di un profilo di livellazione un 137.599 in luogo di 1 33.336, senza che da ciò ne possa derivare alcun turbamento alla verità della livellazione e del profilo di livellazione, è quello che il dottore Cattaneo, cou la di lui solita esattezza di concetti e di vocij chiama errori di livelli (pagina 19).

È per questo povero 137.599 scritto invece di un 1 33.336, che egli pone addirittura in contingenza l’esattezza di tutto il progetto, di un progetto che se non ebbe la fortuna di ottenere l’approvazione della di lui profonda sapienza in fatto delTarte degli ingegneri, fu però approvato in Venezia ed in Milano da due commissioni governative tecniche, civili c militari, e da tutti gli aulici dicasteri tecnici, civili e militari di Vienna.

È per questo errore che egli va esclamando:

Ora chi ci può assicurare che gli altri tronchi; fra tante mani e con continui cambiamenti

di persone, siano connessi con maggiore precisione? E in tal caso su qual fonda tnento riposano tutti codesti studii? (pagina 19.)

E altrove, parlando ancora di livellazioni e di tracciamenti!

E se rifossero, qual valore avrebbero? (pagina 37.)

367. Ma temendo che qualcuuo gli soggiungesse: In fine, signor dottore, bisogna poi valersi degli uomini come Dio li ha fatti, malgrado le loro distrazioni, malgrado gli errori che tutti possono commettere \ temendo questo, si risolve di svelare al mondo il di lui grande segreto per ritrovare V infallibilità umana, per ritrovare il fondamento della certezzaassoluta, che quegli storditi di filosofi cercano indarno da tanti secoli: il suo secreto è questo:

l’infallibilità umana, la certezza assoluta si ritrova nelle consulte da farsi tra gli ingegneri deW ufficio tecnico, si ritivva nella facoltà di consiglio e di discussione che, secondo il di lui parere, non era accordata agli ingegneri dell’ufficio tecnico (pagina 19).

Fatalmente 1’ esperienza lo ha dimostrato uu secreto da cantimbanco.

Vi era nell’ufficio tecnico facoltà di consiglio e di discussione (vedi il N.° VI): pure vi

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