Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/15

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15.° Dei due volumi del progetto fu stampato il primo soltanto: stampare il secondo sarebbe stato veramente una spesa gettata ed un lavoro inutile. La di lui mole e la noia dei calcoli che contiene, avrebbero spaventato ogni paziente lettore. Poi i fondamenti e lo sviluppo di quei calcoli erano stati esaminati ed approvati da due Commissioni in Italia e dagli Aulici Dicasteri in Vienna, e l’intiero progetto aveva anche ottenuto la Sovrana sanzione. Queste approvazioni e questa Sovrana sanzione garantivano, per così dire, l’opportunità e la verità delle somme epigolate nel primo volume, cioè nella descrizione del progetto.

Pure, per prevenire ogni obbietto, per togliere di mezzo ogni cavillo, si fece di tutto questo menzione nel progetto a stampa, dicendo, prima di parlare del progetto economico, al capo XIV, e proprio al paragrafo 197 e seguente:

«Per non abusare della tolleranza di chi legge, si darà di questi calcoli, indispensabili alla dimostrazione della utilità, i soli risultati finali. I calcoli di dettaglio sopra i quali questi risultati si fondano furono esposti in prospetti a parte, sottoposti alla autorità e dalla autorità approvati.

Ecco le spese di costruzione e di acquisto d’ogni arnese necessario al trasporto per la linea principale, e per la diramazione da Treviglio a Bergamo».

16.° Non è dunque vero che io abbia nella stima approssimativa dei terreni da occuparsi taciuto i due elementi necessarii al riscontro del calcolo, cioè l’estensione dell’area, ed il prezzo parziale.

Nè è vero che in quella dei solidi di terra da muoversi abbia taciuto la quantità dei metri cubi, ed il prezzo parziale di ogni metro cubo, come scrive il dottore Cattaneo (pagine 25 e 26).

È vero che il dottore Cattaneo, per prepararsi un’uscita da questo imbroglio, ebbe cura di aggiungere ad ogni volta nel progetto a stampa; ma dopo di aver detto questo del progetto a stampa, per dire il vero, per procedere lealmente, doveva aggiungere

che quegli elementi di calcolo erano però esposti in prospetti a parte,

in prospetti che egli conosceva,

di cui egli si era servito,

che tutti potevano vedere e riscontrare volendo;

e ripetere le ragioni, per le quali furono ommessi, che erano state allegate in quello stesso progetto a stampa che egli citava, cioè:

«Per non abusare della tolleranza di chi legge,

«Perchè erano già stati sottoposti alla autorità e dalla autorità approvati»,

e non dire invece, con manifesta slealtà, che io li aveva ommessi per coprire la cosa (pagina 25). — —


III.


[pagine 31,37,42,43.]

Non pratico degli studii statistici, e per di più non curante dei grandi aiuti statistici da lui datimi.

17.° Giunto in Italia da Berlino, negli ultimi giorni del giugno 1837, apersi ed ordinai subito in Verona l’ufficio tecnico dell’impresa.

Compilai e rimisi, il 27 luglio 1837, col rapporto (Allegato N) alle due Commissioni fondatrici, veneta e lombarda, quattro prospetti statistici (Allegati O, P, Q, R), dei quali