Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/19

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Non aver io impedito, ma aver anzi promossa quella meravigliosa statistica che egli ora ci preconizza.

Non esser mia la colpa se per le ricerche statistiche egli ha speso 3318 lire austriache, ed il di lui collega signor Breganze lire 6807, perchè io non ho nè conosciuto, nè diretto quelli che furono incaricati di farle; sicchè non vedersi da quale onesta fonte egli cavi quella bella accusa (pagina 42).

Che fatte da una sola mano, e non dirette dall’ingegnere che non aveva pratica, dovevano costar assai meno.

Se io avessi atteso per incominciare il progetto i frutti dello spontaneo di lui zelo come egli li chiama (pagina 43), l’avrei incominciato proprio quando era finito, cioè il primo agosto 1838.

In fine che il soccorso che egli mi ha dato fu veramente il soccorso di Pisa.


IV.

[Pagine 10. 17, 18, 31, 37, 38, 39, 40, 41, 64.]

Ignaro degli studii e dei principii generali che guidano alla scelta opportuna di una linea per una nuova e grande via di comunicazione: egli, il dottore Cattaneo, e non io, avere scelta la linea del progetto; del mio non esservi che l’insensata deviazione della Volta.

30.° Le vie di comunicazione sono un mezzo indispensabile al nascere ed allo sviluppo della civiltà e della fortuna delle nazioni.

31.° I sentieri e le strade di scarso prezzo, e quindi di poco comodo, bastano al nascere della civiltà. Senza sentieri, senza strade di comunicazione, comunque siano, nessuna civiltà è possibile: quindi questi sentieri e queste strade di scarso prezzo s’aprono per tutto dove si vuole introdurre la civiltà, qualunque sia il luogo, purché vi siano uomini, o si creda utile condurveli; e si aprono e per la santità dello scopo a cui mirano, e per la grande efficacia che hanno a condurre al fine propostosi, e perchè tutto questo si ottiene con poca spesa.

32.° Ma le grandi, le comode, le costose vie di comunicazione non si costruiscono, nè si possono, nè si debbono costruire che colà dove la civiltà è antica, larga, profonda la fortuna ricca, provata, costante, prospera: perchè ogni grande lavoro, diretto all’utilità pubblica, si deve compiere proponendosi di cogliere, con esso, la maggior somma di utilità possibili, e quindi nei luoghi ove la di lui influenza si può estendere maggiormente nel presente e nel futuro; dove è maggiore e più durevole l’utilità che promette; dove la spesa che richiede è tale che il di lei beneficio prossimo basti almeno per supplirvi.

33.° Così, intanto, si addita in un vasto impero qual modo di comunicazione può esservi più opportuno e più utile ad una data parte di esso.

Poi si sceglie in questa parte d’impero, secondo la natura della nuova via di comunicazione e le condizioni topografiche ed economiche delle sue provincie, le provincie che debbono essere attraversate dalla nuova strada, o, se più si vuole, la zona di terreno che deve percorrere, e sopra la quale deve essa esercitare immediatamente la di lei influenza, ed i centri di movimento e di industria di questa zona a cui conviene possibilmente accostarsi, sempre al fine di cogliere nella maggiore utilità pubblica.

Indi, fatto studio della natura, forma ed ostacoli del terreno, della qualità della nuova via, e delle sue particolari esigenze, convien determinare, sopra questa zona; l’andamento della